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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Il «pasticcio» farmacie
va al Consiglio di Stato

La Regione impugna la sentenza Tar sull'assegnazione delle sedi

Il «pasticcio» farmacie va al Consiglio di Stato

Finirà davanti al Consiglio di Stato il «pasticcio» sull’assegnazione di 26 nuove sedi farmaceutiche emerso a seguito di una sentenza del Tribunale amministrativo regionale. In particolare, è la stessa Regione ad annunciare l’appello contro la sentenza dei giudici amministrativi che non solo ha stravolto la graduatoria messa a punto dal Dipartimento Sanità della Regione ma ha provocato disagi agli stessi farmacisti che dovevano adempiere ad alcuni vincoli economici, stanziando parte dell’investimento.

Il «caso», quindi, sarà oggetto all’attenzione del Consiglio di Stato che, a questo punto, dovrà mettere ordine in quello che appare un vero e proprio pasticcio, considerato che il ricorso vinto da tre concorrenti potrebbe farli rientrare nei punteggi che danno diritto all’assegnazione di quelle stesse sedi che, però, già state date. In particolare, a stabilire l’assegnazione era stata una delibera dello scorso 11 maggio, con la quale ai 26 concorrenti che erano risultati primi nella graduatoria della Regione non solo erano state indicate le sedi ma - come previsto del bando - era stato loro imposto di aprire l’attività entro 180 giorni, motivo per il quale presumibilmente anche le spese per l’apertura sono almeno state avviate. E considerato che, potenzialmente, il punteggio aggiuntivo ottenibile dai tre candidati vincitori al Tar è di 6 punti e mezzo, anche le primissime posizioni oggi non presentano una tale distanza di punteggio da quelle ora da riconsiderare, nessuno degli investimenti fatti può dirsi sicuro. Anzi, tutto appare decisamente in discussione (anche se esistono 3 mancate accettazioni che potrebbero ammortizzare l’effetto delle sentenze se nel frattempo non riassegnate). Insomma, una vicenda intricata non solo con risvolti giudiziari ma anche con un effetto concreto: la mutazione della graduatoria che potrebbe portare a cambiamenti di sede. Di qui, prima il ricorso al Tribunale amministrativo regionale (con una contestazione che riguarda il mancato riconoscimento del punteggio aggiuntivo del 40 per cento massimo per l’esperienza professionale maturata in farmacie rurali) poi l’annuncio della decisione di appellarsi al Consiglio di Stato.

«Si tratta di una vicenda che non riguarda solo la Basilicata ma anche altre Regioni- fanno sapere fonti regionali - ed inoltre l’intera vicenda è collegata ad un provvedimento preso d’intesa con il Ministero della Salute. Per questo, la decisione di rivolgersi al Consiglio di Stato per contestare il provvedimento dei giudici amministrativi».[a.i.]

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