Martedì 11 Agosto 2020 | 02:05

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Trasporti, «servizi a chiamata»
per salvare i piccoli comuni

Ora si pensa ai progetti da mettere in campo

Trasporti, «servizi a chiamata»  per salvare i piccoli comuni

di Antonella Inciso

Meno corse ma non certo meno servizi. Meno spese ma non minore efficienza. Il Piano regionale per i trasporti mira a questo: a contenere i costi ma nello stesso tempo a rendere più snello ed efficiente il servizio. Obiettivi ambiziosi che passano anche per uno dei punti strategici della programmazione : quello del servizio a chiamata. Sì, una sorta di «taxi» per corse collettive che consentirà alle comunità dei piccoli paesi della Basilicata di poter prendere i bus quando c’è la necessità. Evitando così le corse vuote e le spese inutili.

Il servizio sarà appunto una delle novità del Piano regionale che la giunta Pittella ha approvato nel primo pomeriggio di ieri. Una programmazione imponente finalizzata a modernizzare ed a razionalizzare il servizio dei trasporti lucani. A cominciare anche dall’idea di un «servizio a chiamata» che la Regione punta a realizzare nei comuni più piccoli. Attraverso pulmini di cui gli utenti possono usufruire per tutte le loro necessità, comprese quelle mediche. Ma non solo. L’idea punta anche a mettere insieme le diverse realtà, realizzando una sorta di percorso tra comuni. Insomma, un servizio che possa toccare non solo anziani, disabili e semplici cittadini ma anche persone di paesi diversi.

Questo come progetto di massima, considerato che per i dettagli si dovrà attendere ancora. Il piano dei trasporti, infatti, detta le linee guida mentre per i dettagli si farà riferimento ai piani di bacino che non sono stati ancora fatti. Piani che riguarderanno ben nove zone della regione, disegnate sulla base delle attuali aree programma. A cui si aggiungeranno le aree legate ai due capoluoghi. E proprio sui piano di bacino saranno stabiliti chilometri e percorsi. Progetti, questi ultimi che, ad esempio, puntano ad aumentare il servizio in alcune aree con il Melfese ed invece a ridurlo in altre come il territorio di Pisticci. Il che lascia presagire non poche discussioni. A cominciare da quelle che si terranno nelle commissioni consiliari regionali. Nonostante il via libera al Piano dato dalla maggioranza dei consiglieri, infatti, è già certa la richiesta di alcune modifiche. Cambiamenti sulla razionalizzazione e sulle strategie che dovranno essere adottate che - in alcuni casi - non potranno non creare tensioni. Tanto che già qualche esponente regionale ha annunciato la necessità di intervenire subito. D’altra parte, tra bus, aerei e ferrovie il lavoro da fare è notevole. Ed in più i tempi sono strettissimi. Perché il Piano regionale per il trasporti deve essere assolutamente approvato dal Consiglio regionale entro il 31 dicembre, per poi entrare in vigore dal primo gennaio. Se la scadenza non venisse rispettata il rischio sarebbe l’ennesima decurtazione dei fondi statali. Una mannaia che la Basilicata non può permettersi.

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