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Potenza, rientro a scuola regolare: concluso ieri screening di studenti e prof

Dalla mappuatura anti Covid, solo 4 positivi. L’invito alla prudenza e al rispetto delle regole

Potenza, rientro a scuola regolare: concluso ieri screening di studenti e prof

POTENZA - Dopo circa tre mesi, stamani, in Basilicata - zona gialla dallo scorso 11 gennaio - gli studenti delle scuole superiori sono tornati in aula, al 50 per cento.

Nei due capoluoghi lucani, Potenza e Matera (dove c'è la maggior concentrazione di istituti superiori e di conseguenza di studenti pendolari) tutto sta procedendo senza particolari criticità. E’ stato segnalato solo un aumento del traffico cittadino, anche per la presenza di un numero maggiore di autobus extraurbani. Infatti, alla base della decisione del governatore Vito Bardi (centrodestra) di disporre il rientro in aula al 50 per cento di didattica in presenza, vi è stato il potenziamento dei servizi di trasporto pubblico per avere il necessario distanziamento.

E gli screening di massa effettuati nei giorni scorsi sulla popolazione scolastica hanno fornito risultati confortanti con pochissime persone risultate positive al coronavirus. I controlli con i tamponi antigenici rapidi andranno avanti anche oggi e nei prossimi giorni in numerosi comuni lucani.

Molti degli studenti che parteciperanno alle lezioni in presenza sono reduci dallo screening con test rapidi. A Potenza città l’Asp, con l’ausilio di dieci squadre, ha concluso ieri la mappatura nel complesso sportivo «Rocco Mazzola» in via Roma.

Quasi 5mila le persone, tra studenti e insegnanti, sottoposte a test. Soltanto due i positivi confermati dai tamponi molecolari. In precedenza altri otto erano risultati contagiati secondo il test rapido, ma alla conferma (per fortuna) l’esito è stato negativo. Oltre ai due positivi di Potenza da registrare il caso di un contagiato a Picerno, dove sono stati effettuati 1.090 test, e uno anche a Genzano su quasi 700 tamponi (ma si è in attesa del risultato del tampone molecolare).

A Venosa 600 i test rapidi, tutti negativi. L’Asp - diretta da Lorenzo Bochicchio - ha garantito il servizio con capacità e impegno, mettendo in piedi un’organizzazione precisa nonostante la complessità del caso. Da un lato ha portato avanti in autonomia le operazioni, dall’altro ha concorso con i Comuni che si sono organizzati in proprio, fornendo infermieri e materiale sanitario.

Ma torniamo alla giornata di oggi con la riapertura degli istituti superiori. Ovviamente non manca un po’ di apprensione, ma si confida nella capacità delle singole scuole di assicurare il distanziamento e il rispetto delle regole anti-covid. Occorre mantenere sempre alta l’attenzione perché, come ha ricordato lo stesso ministro Speranza, «essere zona gialla non significa scampato pericolo. Serve ancora la massima prudenza se non vogliamo tornare indietro rispetto ai passi avanti delle ultime settimane».

Un invito a restare prudenti, soprattutto con il ritorno a scuola, arriva anche da Giulio De Stefano, direttore della struttura interaziendale complessa di Malattie infettive che integra San Carlo e Madonna delle Grazie. Intervistato dalla Gazzetta, in riferimento alla riapertura delle scuole, ha spiegato: «Le aree di maggior rischio sono gli ambienti familiari, le riunioni ludiche, voluttuarie e conviviali, le aree di lavoro con assembramenti. Questo non toglie che nelle scuole si deve riuscire a mantenere una certa distanza anche fuori lezione, una distanza sociale, bisogna ridurre il numero di studenti per classe, ventilare gli ambienti, fare tamponi antigenici in maniera cadenzata, sfasare gli orari di ingresso e uscita con grande attenzione ai mezzi di trasporto pubblico. Riaprire la scuola è una priorità. Ma bisogna fare in modo che il singolo individuo comprenda l’importanza del mantenimento delle misure restrittive pensando non solo a se stesso ma agli altri».

Messaggio chiaro che va scolpito davanti e dentro le scuole.

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