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In Puglia e Basilicata

Il 'caso' ospedale

Zaia fa smontare il tendone del Qatar, la Basilicata sceglie di completare il sito

Zaia fa smontare il tendone del Qatar, la Basilicata sceglie di completare il sito

foto Tony Vece

Diversa gestione del 'dono' dell'emirato. Bardi assicura che sarà pronto entro dicembre

19 Novembre 2020

Massimo Brancati

Doveva essere un «luxury hospital», ma si è rivelato un bluff. L’emiro Tamin bin Hamad Al Thani aveva commosso l’opinione pubblica nazionale per il suo gesto di generosità, inviando «ospedali da campo» in Italia che il ministro Speranza ha mandato in Veneto e in Basilicata. Mesi di attesa e polemiche sui ritardi nel montaggio delle cinque tende - tre a Potenza e due a Matera - e mancato arrivo degli arredi, ma soprattutto delle attrezzature mediche. Condizione che accomunava il territorio lucano a quello veneto, in particolare a Schiavonia dove sarebbe dovuta sorgere la struttura.

Ora, invece, le strade di Basilicata e Veneto si dividono. Sì, perché mentre la Regione guidata dal presidente Bardi ha deciso di completare in qualche modo il progetto d’intesa con il Ministero, il governatore veneto Zaia (secondo quanto riportato da Il Gazzettino) ha ordinato di smontare completamente la tenda: «Il Qatar ci aveva promesso un ospedale “chiavi in mano”, con dentro le attrezzature, mentre oggi ci ritroviamo con un tendone vuoto di 5mila metri quadrati, di cui onestamente non sappiamo cosa farci». Parole che Zaia pronunciava già a maggio scorso, quando la curva dei contagi si era appiattita in Veneto come in Basilicata. Decise comunque di tergiversare, aspettando un segnale dal Qatar almeno fino a ottobre. Segnale che non è arrivato. Zaia ha rotto gli indugi e farà smontare la tenda con la stessa velocità con cui fu allestita, battendo sul tempo la Basilicata. Col senno di poi sappiamo che non è servito a nulla quell’«efficienza veneta».

Se il Veneto cancella l’embrione di ospedale da campo, la Basilicata - come dicevamo - farà da sé completandolo anche se non perfettamente in linea con quanto si pensava potesse diventare: «Il Qatar - spiega il presidente Bardi - si era impegnato a fornire, entro giugno, l'ospedale totalmente attrezzato, ma questo non è stato possibile sia per lo scoppio della pandemia nel Paese degli Emirati sia per il successivo Ramadan. Fatto sta che solo a seguito di un intervento congiunto del Ministro Speranza e della Regione Basilicata, vista la sostanziale indisponibilità del Qatar a continuare l’opera, a settembre è arrivato il finanziamento che ha permesso la prosecuzione dei lavori e l’avvio delle relative gare».

Le tende hanno bisogno di un «rinforzo» strutturale perché così come sono non reggerebbero una nevicata. Magari i tecnici se ne potevano accorgere anche prima, nella fase del montaggio, sapendo che tutto quel pacco dono (più pacco che dono) era testato per il deserto non certo per i cieli invernali plumbei e il gelo delle nostre latitudini. Ma tant’è. Le gare sono state esperite, aggiudicate e i contratti di fornitura sono stati firmati. La prima fornitura, relativa ai rinforzi strutturali, dovrebbe arrivare in questi giorni, così come la seconda che riguarda i moduli prefabbricati bagno e la pavimentazione acquistati dal Qatar da una ditta italiana. «Contiamo di ultimare i lavori - conclude il presidente - entro la prima decade di dicembre». Lavori che prevedono anche lo smontaggio di una delle tre tende allestite nel parcheggio dell’ospedale San Carlo. È la più grande delle tre ed è quella per cui non sarebbe sufficiente un intervento di rinforzo capace di renderla in grado di reggere l’urto del maltempo.

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