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L’assessore Leone: ««Stiamo provando a trovare una soluzione di legge per i contratti precari a 36 mesi»

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POTENZA - «Stiamo provando a trovare una soluzione di legge per i circa settanta, tra infermieri e Oss del San Carlo di Potenza, che hanno un contratto di lavoro a tempo determinato inferiore ai trentasei mesi. L’obiettivo è fare in modo che possano arrivare ai i tre anni di lavoro». Così l’assessore regionale alla Sanità, Rocco Leone, sulla vertenza che riguarda il personale infermieristico e socio sanitario del nosocomio potentino, per i quali il rapporto lavorativo è in scadenza a breve. Gli altri, quelli cioè che per contratto hanno lavorato per un periodo superiore ai trentasei mesi e sono già a casa, attendono, invece, buone nuove dal Governo. «In questo caso – ha spiegato Leone – il problema è la legge Madia, che al momento non consente la stabilizzazione del rapporto di lavoro. Proprio per questo, attendiamo notizie positive da Roma visto che c’è una proposta per prorogare la suddetta normativa e, quindi, potrebbe esserci la possibilità della stabilizzazione di questo personale». Insomma, al momento la situazione appare non chiarissima, almeno per coloro che non hanno un rapporto di lavoro fino a trentasei mesi. In realtà, anche per gli altri, come detto non c’è alcuna certezza e Leone, ma non è la prima volta, ha ribadito che sono i concorsi la strada maestra. «Adesso basta con questi escamotage: è evidente che bisogna risolvere il problema una volta per tutte. Proprio per questo, cioè per non incorrere più in situazioni come quella di cui parliamo, vanno implementati i concorsi. È chiaro però che questa è una strada lunga, che passa attraverso una fase burocratico-amministrativa che richiede tempo, ma al termine della quale potremo finalmente avere maggiore stabilità. Sia la sanità regionale, che gli stessi operatori. E, in definitiva, soprattutto i pazienti, che potranno avere personale non più così esiguo». Sembra un sogno, ma per Leone potrebbe presto diventare realtà. «Con l’approvazione del piano triennale, la Regione ha adesso la capacità di programmare, anche dal punto di vista finanziario, quali sono le priorità. E, nella sanità, indubbiamente una delle priorità è l’incremento del personale, non solo infermieristico e socio-sanitario, ma attraverso la strada della stabilità.

Basta con questi incarichi a tempo, nella speranza di essere poi stabilizzati». Va ricordato che l’allarme sui rapporti di lavoro a tempo determinato del personale infermieristico era già scattato a dicembre. All’epoca, la Giunta regionale aveva approvato una delibera con la quale dispose che settantaquattro infermieri e circa cinquanta oss del San Carlo, tutti a rischio licenziamento a partire dallo scorso 6 dicembre, potevano continuare a lavorare fino alla scadenza del periodo contrattuale. Infermieri e operatori che, pur avendo un contratto a tempo determinato in scadenza il 31 dicembre, stante l’endemica assenza di fondi nelle casse di via Anzio, aveva determinato la chiusura anticipata del rapporto di lavoro. Un problema che adesso si ripropone, sebbene in termini parzialmente diversi e che rischia di determinare, ancora una volta, una carenza di personale in un settore nevralgico come quello della sanità, con dirette conseguenze in capo al cittadino-paziente, da sempre l’anello debole del sistema, sul quale si ripercuotono gli effetti negativi.

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