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POTENZA - Arriva anche in Basilicata il «Risparmiometro» per scovare falsi poveri ed evasori. Funziona grazie ad un algoritmo in grado di analizzare i depositi dei singoli conti bancari e di segnalare quelle giacenze di denaro che non risultano essere coerenti con il reddito che il contribuente ha dichiarato allo Stato. Sono partiti i primi controlli sui conti correnti. Le verifiche del «Risparmiometro» riguardano i depositi dei clienti Intesa Sanpaolo e Bnl, seguiranno quelli di UniCredit e via via di tutte le altre banche. Nel mirino, in particolare, i movimenti anomali e di difficile tracciatura come i versamenti o i prelievi superiori a 5.000 euro, i bonifici per l’acquisto di auto, moto, imbarcazioni, immobili, o il trasferimento di denaro all’estero.
Una prima analisi dei dati del «Risparmiometro» è stata fatta da Bankitalia con un’elaborazione da parte de Il Sole 24 Ore nell’edizione di ieri.

Dal quadro generale emerge che i più ricchi d’Italia abitano in Trentino Alto Adige, seguiti dai residenti in Liguria e in Valle d’Aosta. La Basilicata naviga nei bassifondi della classifica con un reddito pro-capite tra i più bassi d’Italia, pari a 10.100 euro.
Nell’indagine viene analizzato un altro importante rapporto, quello tra il patrimonio e il reddito comunicato al Fisco dagli italiani. Rapporto che è pari a 11,6. A fronte di una ricchezza nazionale delle famiglie pari a 9.742,6 miliardi, nelle dichiarazioni presentate nel 2018 (anno d’imposta 2017) circa 40,5 milioni di persone fisiche hanno denunciato un reddito complessivo di 838,2 miliardi di euro. Come dire che la ricchezza netta rilevata da Bankitalia è pari a 11,6 volte il reddito «in chiaro». C’è qualcosa, dunque, che non quadra. Saldo a inizio e a fine anno, totale movimenti in entrata e in uscita, giacenza media rappresentano elementi - secondo il Sole 24 Ore - che servono come input agli uffici centrali per i primi incroci e per individuare quei contribuenti che, in presenza di ingenti movimenti sui conti e redditi pari a zero o quasi, dovranno poi essere meglio analizzati dalle direzioni provinciali dell’Agenzia delle Entrate. Le informazioni della Superanagrafe potranno essere utilizzate in chiave antievasione anche dalla Guardia di finanza.

Pur con l’incognita dell’economia non osservata, il rapporto tra ricchezza netta e reddito dichiarato fa emergere differenze territoriali significative. Il patrimonio di un residente ligure è 15 volte maggiore del suo reddito; quello di un lucano il 9,6. Quasi come quello di un friulano (9,7). In Friuli Venezia Giulia c'è un livello di reddito pro capite (16.500 euro) più alto della Basilicata (10.100 euro) e quasi uguale alla Liguria (16.300). Le differenze nel rapporto ricchezza/reddito - spiega Il Sole 24 Ore - vanno quindi ricercate anche nella composizione del patrimonio: cioè nelle discrepanze tra valori immobiliari, finanze e debiti. Non va sottovalutato, però, il fatto che la presenza di redditi sommersi può far apparire alcune regioni, per capirci quelle a maggior rischio-evasione, più ricche di quanto non siano in realtà. Sempre sul fronte della lotta all’evasione, un importante contributo può essere dato dalla Superanagrafe prevista dal Decreto fiscale collegato all’ultima manovra.

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