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L’Igp olio lucano arriva all’esame del ministero

Il disciplinare di produzione al vaglio dei funzionari del Mipaaft

EXTRAVERGINE - Olio lucano di qualità

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L’obiettivo è di fare massa critica e vincere la sfida sui mercati facendo leva sulle produzioni di qualità. Un requisito che certamente non difetta all’olivicoltura lucana troppo spesso, però, eccessivamente polverizzata.
È per questo motivo che l’Associazione per il riconoscimento dell’Igp Olio Lucano con sede a Potenza, di concerto con la Regione Basilicata e L’Alsia, ha deciso di intraprendere il percorso finalizzato al riconoscimento dell’Igp, l’Indicazione geografica protetta per l’olio lucano.

A tal proposito il Mipaaft, il Ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, ha convocato per oggi, d’intesa con l’associazione Olio Lucano e la Regione, la riunione di pubblico accertamento per la richiesta di riconoscimento della Igp, ai sensi del Regolamento Comunitario n. 1151/2012 e del decreto 14 ottobre 2013. L’incontro è in programma all’Hotel degli Ulivi di Ferrandina con inizio alle 16.30. Nel corso della riunione sarà data lettura della proposta di disciplinare di produzione alla presenza dei funzionari del Ministero. All’incontro sono stati invitati a partecipare tutti i Comuni della Basilicata, gli olivicoltori, i produttori di olio, gli operatori economici, le organizzazioni professionali e di categoria che operano sul territorio regionale.

«Si tratta - afferma Claudio Cufino, presidente dell’associazione che raggruppa l’organizzazione di produttori olivicoli - di un altro passo verso il riconoscimento della Indicazione geografica protetta “Olio lucano”. Dopo le diverse fasi istruttorie sottoponiamo in audizione ai funzionari ministeriali la nostra proposta di disciplinare di produzione. Un disciplinare - sottolinea Cufino - che ovviamente punta a tutelare le varietà presenti sul territorio lucano riservando una quota percentuale di nuove varietà migliorative. I produttori olivicoli - hanno come unico obiettivo quello di preservare e valorizzare il patrimonio olivicolo della Basilicata e il riconoscimento della Igp va proprio nella direzione di garantire la territorialità del prodotto. Dietro questo percorso - conclude il presidente Cufino - c’è un grande lavoro e speriamo nei prossimi mesi di poter tenere a battesimo la bottiglia numero uno dell’Olio lucano con il riconoscimento Igp».

«Il disciplinare di produzione - dichiara l’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali Luca Braia - è fortemente orientato ad identificare il prodotto e il territorio regionale oltre che a difenderne la tipicità dalle incursioni esterne di altri oli non italiani. Sono infatti incluse tutte le varietà di olivo regionali autoctone e non, la zona di produzione riguarda tutta la Basilicata. Dai produttori ai frantoiani ai confezionatori, il disciplinare prevede un legame ambientale e sociale con la regione per le caratteristiche che vanno a determinare proprio la qualità del nostro prodotto e la buona reputazione dell’olio lucano sul mercato, che si può far risalire al 1988».

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