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Salento Negroamaro/sezione Teatro

Direttore Artistico: Mandiaye N'Diaye ( Senegal- Italia- Ravenna )
In collaborazione con Gianguido Palumbo

Mandiaye N'Diaye nasce a K. Diol N'Diaye in Senegal.
Nel 1989 entra a far parte del Teatro delle Albe di Ravenna. Lavora come attore negli spettacoli Ruh Romagna più Africa uguale, Lunga vita all'abero, Siamo asini o pedanti?,
I Refrattari, All'inferno!, scritti e diretti da Marco Martinelli. Ha inoltre recitato in Nessuno può coprire l'ombra scritto da Marco Martinelli e Saidou Moussa Ba e in I ventidue infortuni di Mor Arlecchino, ispirato ad un canovaccio di Carlo Goldoni, scritto da Marco Martinelli e diretto da Michele Sambin. E' del 1998 il nuovo lavoro di Martinelli I Polacchi che vede protagonista Mandiaye N'Diaye nel ruolo di Pedar Ubu. Infine nel 1999 è protagonista dello spettacolo Vita e conversione di Cheick Ibrahim Fall, produzione Ravenna Festival, di cui è co-autore assieme a Marco Martinelli.
Mandiaye N'Diaye è anche autore/attore, insieme a Luigi Dadina, dello spettacolo Griot Fulêr. Nella stessa veste ha realizzato lo spettacolo Le due calebasse ispirandosi a fiabe di tradizione africana.
Ha pubblicato insieme a Dadina il testo di Griot Fulêr per la casa editrice AIEP Guaraldi. Ha partecipato a numerosi convegni in Italia testimoniando la fecondità del dialogo tra culture diverse.
Ha partecipato inoltre come attore ai seguenti film: La casa del sorriso di Marco Ferreri (1990), La vita in gioco di Giuseppe Bertolucci (1992).
Mandiaye N'Diaye ha avviato una collaborazione con l'associazione senegalese Man-Ke neen-Ki diretta da Jean-Michel Bruyère, di cui è stato nominato direttore artistico.
Dal 2002 è impegnato nella realizzazione di un progetto nel suo villaggio di origine in Senegal che intende collegare la cooperazione internazionale fra comunità locali italiane e senegalesi e la valorizzazione di tradizioni culturali attraverso un suo impegno diretto come regista, attore, animatore sociale sia in Italia che nel suo Paese. Il progetto vede coinvolto anche lo scrittore e regista italiano Gianni Celati.


Il programma delle attività della Sezione TEATRO - luglio 2006

1) La presentazione del Progetto di Cooperazione Italo-Senegalese all'interno del quale sono nati uno Spettacolo teatrale e un Film.
2 ) La presentazione "in progress" dello spettacolo Teatrale "Leebu Noor ak Nawet" tratto dal Pluto di Aristofane,con la riscrittura in lingua Wolof , con la partecipazione di alcuni abitanti del Villaggio senegalese K.Diol N'Diaye dove è in allestimento.
3) L' anteprima del Film "Passer la vie a Diol Kadd" realizzato in Senegal all'interno del progetto, con la regia di Gianni Celati: presenteranno Mandiaye N'Diaye e Gianni Celati
4) Il laboratorio teatrale sulla "tecnica narrativa dei Griot senegalesi": 10 ore complessive suddivise in 4 incontri di 2,5 ore l'uno, in 4 giorni diversi.


Le radici di Aristofane sono in Africa


Nel 1983 Marco Martinelli, Ermanno Montanari, Luigi Dadina e Marcella Nonni fondano a Ravenna il Teatro delle Albe, operante stabilmente dentro Ravenna Teatro, un centro teatrale di innovazione che intreccia, alla ricerca del "nuovo", la lezione della tradizione teatrale. Martinelli, drammaturgo e regista, scrive infatti i testi ispirandosi agli antichi e, contemporaneamente, al presente, pensando le storie per gli attori che diventano così veri e propri co-autori.
Nel 1987 la compagnia acquisisce al suo interno dei griots senegalesi, tra cui Mandiaye N'Diaye , portando avanti da quel momento un¹esperienza di "intrecciato teatrale" unica nel panorama teatrale italiano ed europeo, producendo spettacoli che hanno riscosso successo di critica nazionale ed internazionale:
I ventidue infortuni di Mor Arlecchino, un Arlecchino senegalese di una reinventata commedia dell'Arte; I Polacchi, riscrittura dell'Ubu re di Alfred Jarry; e poi ancora All'Inferno, un affresco ispirato alle opere di Aristofane; I Refrattari.
Tutti questi lavori sono nati dall'intuizione di una Romagna africana, una specie di pezzo d'Africa staccatosi dal continente madre per incastrarsi tra le nebbie della Mitteleuropea: alla luce di questo, Aristofane diventa l'antenato totem, sospeso tra Africa e Occidente.
Queste intuizioni hanno lavorato nell'immaginario delle Albe.

Ma oggi Aristofane rivive proprio tra gli asinelli, gli adolescenti e le donne di Diol Kadd, un villaggio di 300 abitanti sorto alla periferia di Thes, la seconda capitale del Senegal, dove è nata l'associazione Takku Ligey Theatre, sotto la direzione artistica di Mandiaye N'Diaye.
Questa "casa del teatro" in Senegal intende creare un Ravenna-Dakar che diventi punto di riferimento prezioso per coloro che dall'Europa cerchino di avvicinarsi al continente vasto e multiforme della teatralità africana o viceversa, per chi dall'Africa voglia entrare in contatto con i fermenti teatrali europei.

Mandiaye N'Diaye, illustrerà la "rinascita" di Aristofane in Senegal, ovvero il suo tentativo di valorizzare le risorse di Diol Kadd, in una zona di etnia sérére, dove sono ancora vive le tracce della tradizione animista . Le religione ufficiale è islamica ma nella variante della dottrina molto tollerante di Muride, ispirata essenzialmente ai principi della carità islamica e dell'amore.
Mandiaye N'Diaye intende preservare la cultura animista locale e crearvi un polo d'attrazione che freni l'esodo dei giovani. Questo è l'obiettivo che persegue come direttore artistico di Takku Ligey Théatre anche con l'ultimo progetto nell'ambito del quale ha riscritto Ploutos, una commedia di Aristofane, adattandola alla vita africana e facendola rappresentare dagli abitanti di Diol Kadd nei luoghi stessi della loro vita quotidiana.






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