L’ipotesi di accusa è di aver messo su una classica truffa carosello: fatture false per gonfiare le spese di ristrutturazione del resort Barone di Mare di Torre dell’Orso, così da poter ottenere illecitamente 3,5 milioni del Pia Turismo. È per questo che la Procura di Lecce ormai tre anni fa ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di 18 persone tra cui l’ex sindaco di Carmiano, Giancarlo Mazzotta, e dei suoi figli, con la Regione che si è costituita parte civile nei loro confronti chiedendo un risarcimento da 6 milioni di euro. E dunque Paride Mazzotta, coordinatore provinciale di Forza Italia che con 10.539 preferenze risulta eletto nella circoscrizione Lecce, diventa incompatibile: non potrà fare il consigliere regionale.
Mazzotta, 37 anni, nato a San Cesario, è consigliere uscente. Si ritrova quindi nella stessa situazione giuridica che avrebbe impedito anche a Nichi Vendola (nei cui confronti la Regione è costituita parte civile nel processo ex Ilva di Potenza) di sedere nell’aula di via Gentile. Ma il partito dell’ex governatore non ha superato la soglia di sbarramento del 4%, mentre per il giovane imprenditore turistico del Salento sono arrivate valanghe di voti ma anche una segnalazione da parte della Commissione parlamentare antimafia che lo ha bollato come impresentabile proprio per via del processo cui è sottoposto davanti alla Seconda sezione penale del Tribunale di Lecce...
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LA REPLICA DI MAZZOTTA: «NESSUNA INCOMPATIBILITA’»
«Sono infondate e rispedite al mittente le accuse di incompatibilità dalla carica di consigliere del riconfermato consigliere uscente Paride Mazzotta. Si insinua una asserita incompatibilità derivante dalla l. n. 154/1981 che prevederebbe una simile ipotesi in caso di lite pendente con la Regione Puglia. E nel caso di specie, la Regione Puglia sarebbe costituita parte civile in un processo nel quale Mazzotta, unitamente ad altri 17 imputati, sarebbe stato coinvolto per una presunta frode carosello. In disparte l’infondatezza nel merito delle contestazioni formulate, essendo il Mazzotta estraneo alle società coinvolte nel processo, le quali, comunque risultano aver realizzato tutti i lavori di ristrutturazione oggetto di finanziamento pubblico regionale (come da CTU prodotta e cristallizzata nella sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di Lecce chiamata a pronunciarsi sul caso), resta fermo che la carica di consigliere non può essere messa in discussione. Sul punto la normativa è chiara. L’art. 122 della Costituzione stabilisce che “il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica”. La legge regionale n. 2/2005 non prevede una simile ipotesi di incompatibilità. Peraltro, i principi fondamentali stabiliti in materia con legge della repubblica (n. 165/2004), proprio in attuazione dell’art. 122 della costituzione, riferiscono che la causa di incompatibilità per lite pendente con la regione può sussistere solo nel caso in cui il soggetto sia parte attiva della lite; oppure qualora il soggetto non sia parte attiva della lite, ma la lite sia conseguente o sia promossa a seguito di giudizio definito con sentenza passata in giudicato. Nel caso di specie non ricorre alcuno dei casi suindicati. Da qui l’infondatezza di qualsiasi contestazione mossa nei confronti di Paride Mazzotta».
















