È recente la sospensione di un arbitro per aver deciso autonomamente un minuto di silenzio per la morte di un boss (quello cui un bazooka in Calabria ha distrutto l'auto e chi era all'interno). Ma, francamente, un attentato chimico (e batteriologico?) proprio non ce lo aspettavamo. La dinamica ancora non è chiara: lo hanno centrato dagli spalti direttamente oppure gli sono andati incontro scavalcando la recinzione per prenderlo di mira? Certo, dettagli. La vera domanda è: ma come avranno fatto a stabilire che si tratta proprio di pipì? Mandando il campione al centro antidoping dell'Acqua Acetosa a Roma? Oppure si è trattato di una rilevazione empirica fatta direttamente dagli arbitri e dai commissari di campo? Una cosa è certa: colpire un guardalinee con l'urina costa 3.500 euro. Con 10.000 cosa si potrebbe organizzare?
G. Flavio Campanella
















