Venerdì 06 Febbraio 2026 | 15:40

Ex Ilva, inchiesta «Ambiente svenduto»: 21 imputati rinviati a giudizio, anche Riva e Nichi Vendola

Ex Ilva, inchiesta «Ambiente svenduto»: 21 imputati rinviati a giudizio, anche Riva e Nichi Vendola

 
francesco casula

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francesco casula

Processo all’Ilva tra Taranto e Potenza: domani si scioglie la riserva

Di nuovo alla sbarra ex vertici, dirigenti e società del gruppo Riva. Il procedimento riapre il capitolo giudiziario sulle morti sul lavoro e sull’inquinamento a Taranto

Venerdì 06 Febbraio 2026, 14:14

15:34

Comincerà il 21 aprile il processo nei confronti di 18 imputati (persone fisiche a cui si aggiungono 3 società) coinvolti nell'inchiesta «Ambiente Svenduto» sulle emissioni nocive dell'ex Ilva di Taranto. Il gup di Potenza, Francesco Valente, ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal  procuratore facente funzione Maurizio Cardea e dal sostituto Vincenzo Montemurro. 
Un nuovo processo quindi per Nicola e Fabio Riva, ex proprietari della fabbrica ionica che insieme con l'ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso, l'avvocato Francesco Perli e i fiduciari Giovanni Rebaioli, Agostino Pastorino ed Enrico Bessone, devono difendersi dalle accuse di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, all'avvelenamento di sostanze alimentari e all'omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro. Di questi ultimi reati devono rispondere anche alcuni dirigenti dell'epoca come Salvatore De Felice, Ivan Dimaggio, Marco Andelmi, Angelo Cavallo, Salvatore D'Alò. Prosciolto Bruno Ferrante, l'ex prefetto di Milano chiamato dai Riva alla guida della società nell'estate 2012 quando la bufera si stava per abbattere sul gruppo industriale.

Torna alla sbarra anche l'ex Governatore di Puglia Nichi Vendola, accusato di concussione per aver fatto, secondo gli inquirenti, pressioni sull'allora direttore generale di Arpa Puglia Giorgio Assennato affinché ammorbidisse la linea nei confronti della fabbrica. Nell'elenco, inoltre, compare anche Lorenzo Liberti, ex consulente della procura accusato di disastro ambientale perché secondo l'accusa con una sua perizia scritta per salvare la fabbrica in cambio di una tangente di 10mila euro, non avrebbe impedito la diffusione di sostanze nocive nell'area intorno all'acciaieria ionica.

Diversi sono poi i capi area e i capi reparto ancora sotto inchiesta per la morte di alcuni operai. Si tratta delle tragedie che colpirono Claudio Marsella, 29enne di Oria nel brindisino e lavoratore del reparto Movimento ferroviario che morì schiacciato durante le operazioni di aggancio di un carro. E ancora Francesco Zaccaria, anche lui aveva solo 29 anni quando a novembre 2012 un tornado trascinò in mare la gru sulla quale stava lavorando. Alle persone fisiche si affiancano poi quelle giuridiche:  il rinvio a giudizio coinvolge anche Ilva Spa, Partecipazioni industriali spa (ex Riva Fire, holding del gruppo industriale lombardo) e Riva Forni Elettrici.

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