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Di Acquarica di Lecce

Tutti pazzi per Massimo, il salentino campione dell'Eredità per 31 puntate: ecco chi è

Ha 46 anni, ha fatto due volte il giro del mondo e mercoledì ha sbagliato apposta per favorire un conterraneo

Tutti pazzi per Massimo, il salentino campione dell'Eredità per 31 puntate: ecco chi è

La piccola comunità di Acquarica di Lecce, frazione di Vernole, è pronta ad accogliere il suo campione. «Sono contento di questo grande risultato ottenuto da un nostro concittadino – dice il sindaco Franco Leo – Un grande talento del nostro territorio che prima non conoscevamo. Ora vogliamo però incontrarlo e conoscerlo».

Massimo Cannoletta, protagonista del programma «L’Eredità» con Flavio Insinna per ben trentuno puntate (ovvero dallo scorso 3 novembre) e vincitore di oltre 200mila euro, si è fatto amare dal pubblico. In paese, l’anziano padre, la sorella, gli zii e i cugini preferiscono rimanere in silenzio di fronte a questa improvvisa notorietà. Chi lo conosce lo descrive come preparato, dotato di un’intelligenza sopra la media. Un genio fin da piccolo. I parenti si dicono orgogliosi del risultato da lui raggiunto. Massimo Cannoletta, laureato in Scienze Politiche, ha viaggiato tanto, anche e soprattutto per lavoro. È stato infatti direttore artistico prima sulle navi «Costa Crociere» e poi per «Msc», e ha fatto per due volte il giro del mondo.

Cannoletta ha 46 anni e finora ha vinto esattamente 202.500 euro. Parla 4 lingue e fa il divulgatore scientifico attraverso dei podcast che prendono in esame gli argomenti più disparati, dall’arte figurativa alla gastronomia, passando per le tradizioni popolari: il suo profilo Instagram è punteggiato di pillole di conoscenza che sono molto interessanti e spingono i follower a cercare di saperne di più. I podcast sono su Spotify, ma si può visitare anche il suo sito Massimo20.it.

«Bisogna essere curiosi - ha rivelato Cannoletta al Tg1, quando gli è stato chiesto il segreto del suo successo - cercare sempre di imparare e scoprire qualcosa e prima o poi tutto quello che si scopre e si conosce in qualche modo torna utile. Prima del Covid ero una persona che aveva la gioia di raccontare tante storie, di svelare delle piccole curiosità a dei pubblici a volte piccoli a volte più grandi». Già 15 anni fa si era presentato a «L’Eredità», all’epoca sotto la conduzione di Amadeus. «È stato una sorta di assaggio che non ho goduto fino in fondo - ha confessato ancora al Tg1 - inevitabilmente, perché è durato davvero pochissimi minuti. Ma mi è bastato per dire: a quel tavolo mi voglio sedere - ha aggiunto alludendo al tavolo finale, quello della ghigliottina - Adesso lo tocco, ancora non ci credo».

Nella puntata di mercoledì sera però, Cannoletta alla ghigliottina non c’è arrivato, ma ha «abbandonato» il gioco con spirito sportivo al triello, in favore di un conterraneo. Con lui in gara, in quello che Insinna ha definito «il derby» di Puglia e Salento, c’era infatti Tommaso, concorrente originario di Gallipoli che fa il capostazione a Viterbo. Cannoletta, che era a conoscenza dell’ultima risposta (e cioè che il Codice di Chitarrella è una raccolta di regole relativa a vari giochi, tra cui lo scopone scientifico), ha riconosciuto, a suo avviso, la bravura del conterraneo e lasciato che lui rispondesse in maniera corretta, perché secondo Cannoletta meritava di vincere. Tommaso ha in effetti dimostrato di possedere una cultura non indifferente, acquisita, come Cannoletta, sia da autodidatta sia grazie agli studi più tradizionali. Del gesto di Massimo Cannoletta ha beneficiato però una terza concorrente, anche se i due contendenti salentini hanno avuto un’ulteriore possibilità nella puntata di giovedì sera. Il regolamento permette infatti a Cannoletta di tornare, dopo l’acquisizione di alcune «vite», che si guadagnano dopo una serie di puntate di permanenza.

Il re dell’ «Eredità» di Acquarica di Lecce: «Per me la cultura è diventata un vero lavoro» - 

«Sono felice di essere intervistato dal giornale della mia terra». È questa la reazione, quando lo sentiamo al telefono, di Massimo Cannoletta, 46enne divulgatore culturale di Acquarica di Lecce che ha preso parte a ben 32 puntate de “L’Eredità”. Cosa l’ha bloccato finora? Solo la correttezza e la sportività, il voler dare una possibilità a un avversario valoroso come il conterraneo Tommaso Torsello, originario di Gallipoli ma capostazione a Viterbo, che però è uscito al triello in modo definitivo nella puntata di giovedì. Cannoletta intanto sta continuando a entusiasmare moltissimo gli spettatori del quiz show prodotto da Banijay Italia e non solo i pugliesi.

Cannoletta, com’è nata la sua passione per la cultura, che poi è diventata un lavoro?
«Sono stato curioso fin da bambino. I miei genitori regalarono a me e mia sorella dei libri di divulgazione per bambini. Poi, come ho detto in puntata, mi fu regalata un’enciclopedia in 12 volumi: avrebbero potuto mettere soggezione a un bambino, con la loro rilegatura e l’aspetto solenne, ma non mi sono lasciato intimidire. Mi sono accorto che quei libri erano per me mezzi di trasporto, capaci di portarmi dentro a storie reali e a storie di finzione. Sono stati fondamentali per me».

È stato direttore artistico sulle navi da crociera prima de “L’Eredità”.
«Sono stato prima direttore artistico e mi sono occupato dell’intrattenimento. Poi abbiamo preparato diverse conferenze. Come ci si immagina facilmente, in crociera non c’è spazio per la noia e la monotonia: le nostre conferenze tuttavia non avevano intenzioni accademiche, anche se si affrontavano argomenti seri con un linguaggio semplificato e un tono leggero. Abbiamo parlato di periodi storici drammatici, di opere d’arte, di gastronomia, di linguaggio del corpo e gesti che possono essere tabù in alcuni luoghi del mondo».

Ma secondo alcuni luoghi comuni la cultura non dà pane.
«Invece no. C’è una gran fame di cultura che io stesso non mi aspettavo. La cultura, se ben trasmessa, dà colore alla vita, soprattutto in questi mesi molto difficili. Grazie alla popolarità che ho acquisito con L’Eredità, in molti mi hanno scritto, esprimendomi questa necessità di cultura, una fame poco soddisfatta, nonostante in Italia possediamo una grande offerta culturale e i due Angela, Piero e Alberto, che dovrebbero essere consacrati a patrimonio dell’umanità per l’Unesco. Io ho solo risposto a un quiz, ma mi sono giunti tanti messaggi di ringraziamento».

Com’è il suo rapporto con il conduttore Flavio Insinna?
«Non bastano le parole contenute in un vocabolario per spiegare che persona professionale, dalla cultura smisurata e dalla memoria eccezionale sia. Nutro una stima incredibile nei suoi confronti e godere delle sue performance, della sua verve e del suo brio dal vivo ogni giorno è una benedizione. Sono molto grato per questo».

Quindici anni fa partecipò a “L’Eredità”, ma conduceva Amadeus.
«Quell’esperienza fu davvero breve. Ho visto Amadeus per 7 minuti sul palco e poi sono tornato a casa».

Qual è il segreto per vincere l’emozione?
«Il segreto non è merito mio ma di persone che accolgono noi concorrenti e ci trattano come fossimo star. Ma quando la vera star arriva, cioè Insinna, anche lui continua a metterci a nostro agio, a calmarci. Se non si è sereni, si va in palla. A “L’Eredità” il valore umano è ingrediente fondamentale».

Cosa accadrà dopo il quiz show?
«Personalmente non so quando tornerò a lavorare, crociere e conferenze sono sospese causa Covid. Incrocio le dita per mille motivi: se torno a lavorare significa che il mondo è tornato normale».

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