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Istituto tumori di Bari

Ricerca di qualità orgoglio dell'Irccs

Laboratori in fermento e risultati promettenti pubblicati su riviste internazionali

BioBanca

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La ricerca? Per l’Istituto tumori di Bari rappresenta il grimaldello con cui si tenta ogni giorno di scardinare la porta della malattia.

Se quello della previsione a lungo termine è un esercizio al quale chi fa ricerca spesso si sottrae, non è il caso del “Giovanni Paolo II” che, con i laboratori in pieno fermento e i promettenti risultati pubblicati su riviste internazionali, sta portando avanti numerosi progetti sperimentali, coordinati dall’attuale Direzione Scientifica guidata dal dottor Girolamo Ranieri e dal dottor Nicola Silvestris.

L’elenco dei successi muove dall’impegno divorante a dichiarare guerra ai principali “big killer”: il numero di nuovi casi di tumore del pancreas e delle vie biliari è in continuo incremento e il loro trattamento richiede sia un approccio multidisciplinare sia la ricerca di nuove strategie terapeutiche che tengano conto delle caratteristiche biomolecolari di questi tumori. Tale esigenza ha trovato una risposta nel progetto di ricerca clinico-translazionale coordinato dal dott. Nicola Silvestris, che vede il coinvolgimento, nell’ottica dei progetti di rete, di strutture di eccellenza del Policlinico di Bari e dell’Università di Verona. Ma la corsa per acchiappare i mali più insidiosi passa anche dall’Unità Operativa di Oncologia Interventistica e Medica Integrata, diretta dal dottor Cosmo Damiano Gadaleta che si caratterizza per un percorso terapeutico multidisciplinare.

Sotto la guida anche del dottor Girolamo Ranieri, il paziente viene trattato con le classiche chemioterapie sistemiche integrate a innovative chemioterapie loco-regionali intra-arteriose epatiche e polmonari potenziate dall’ipertermia capacitiva esterna. A tali trattamenti negli ultimi tempi si è aggiunta la possibilità di effettuare la terapia con radionuclide ittrio 90 denominata “Radioembolizzazione Epatica”, fiore all’occhiello nel Sud Italia del solo centro oncologico barese. L’istituto è, inoltre, centro di riferimento regionale per la Teleassistenza del paziente onco-ematologico grazie al progetto di “Ospedale diffuso” messo a punto dal team di Ematologia diretto dal dottor Attilio Guarini, premiato quale miglior progetto nazionale di sanità digitale. Ai nastri di partenza il laboratorio di terapia cellulare che consentirà, grazie a nuove tecnologie di recente acquisite, di preparare le cosiddette “cellule contro la leucemia”, avvalendosi di prestigiose collaborazioni nazionali e internazionali. Sotto stretta sorveglianza anche il mieloma multiplo: l’ambito di ricerca condotto dal professor Domenico Ribatti si propone di verificare se l'attività pro-angiogenica dei fibroblasti midollari nel mieloma multiplo, un disordine linfoproliferativo, possa essere mediata dall'eritropoietina.

Le ultime incoraggianti novità hanno a che fare anche con la Nanomedicina: un approccio innovativo e selettivo dalle alte potenzialità terapeutiche, in grado di dare la sveglia anche alla fiducia dei pazienti. Il laboratorio di Nanotecnologie traslazionale dell’Istituto, diretto dalla ricercatrice Silke Krol, si occupa di sviluppare nuovi sistemi per la misurazione di chemioterapici nel sangue dei pazienti durante il trattamento, con l’obiettivo di supportare il medico nel dosaggio del medicinale, inseguendo così la strada della medicina di precisione. Le potenzialità dei nanomateriali multifunzionali sono notevoli, fino a garantire anche la diagnostica precoce. Le eccellenze dell’IRCCS si incontrano anche nel Laboratorio di Genetica Molecolare, impegnato ad individuare biomarcatori utili per la prognosi e la predizione alla risposta terapeutica principalmente alle “target therapies”, sviluppando, sotto la guida della dottoressa Stefania Tommasi network biologici in grado di classificare i tumori e le risposte alle terapie in patologie quali melanoma, carcinoma polmonare e mammario.

L’innovazione viene perseguita anche dall’equipe della Chirurgia Oncologica, guidata dal dottor Michele Simone, impegnata nella realizzazione di progetti che riguardano la navigazione assistita in laparoscopia e l’utilizzo del robot in sala operatoria.

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