Martedì 16 Ottobre 2018 | 06:21

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ITALIA A RILENTO

I pagamenti cartacei vanno in pensione

Il contributo di Sepafin, primo istituto di pagamento in Puglia

La società opera nella regione con l’autorizzazione (e la vigilanza) della Banca d’Italia

I pagamenti cartacei vanno in pensione

A conferma della vivacità e intraprendenza del tessuto industriale e finanziario Pugliese è operativo da pochi mesi il primo Istituto di Pagamento autorizzato da Banca d’Italia nella regione: la SepafinS.p.A..

La società è nata dalla volontà di un gruppo di imprenditori con consolidate esperienze nei settori di appartenenza (in ambito bancario, informatico ed industriale).

L’amministratore delegato della Sepafin, Vincenzo Ventrella, presenta questa nuova realtà proponendo una breve introduzione sullo scenario paneuropeo del mercato dei pagamenticashless.

Quale è lo spazio che l’Italia si ritaglia in Europa sui sistemi di pagamento?
«L’Europa è decisamente più predisposta all’utilizzo di questi sistemi di pagamento e lo confermano anche i dati: basti pensare che il 2015 è stato l’anno nel quale in Inghilterra il totale dei pagamenticashless haraggiunto il 61% sul totale della spesa per consumi; al contrario dell’Italia che si attesta intorno al 20% per un volume totale di 175 miliardi euro. Il numero di transazioni annue per famiglia in Svezia si attesta sulle 270, quelle nazionali intorno alle 44. Dietro di noi ci sono solo Bulgaria, Grecia e Romania. Ancora oggi, l’economia italiana e fortemente basata sulle transazioni per contante sia per abitudine radicata sia perché l’utilizzo di strumenti elettronici di pagamento viene spesso percepito come un mezzo di controllo e repressione».

Come si potrebbe contrastare questo fenomeno?
«Innanzi tutto ritengo doveroso evidenziare che nonostante il forte ritardo nei Digital Payment dell’Italia, le previsioni di crescita media nazionale dell’utilizzo dei sistemi cashless per il 2017 e per gli anni avvenire si attestano intorno al 13%, superando di 5 punti percentuali le previsioni di crescita media europea. A crescere non sono solo i pagamenti digitali più tradizionali (carte di credito, di debito o prepagate) ma anche i pagamenti in modalità mobile, grazie soprattutto al fenomeno dell’Ecommerce. Per questo l’Italia presenta delle grandi opportunità posizionandosi tra i mercati più promettenti».

Quali sono le conseguenze dovute all’utilizzo del contante?
«Nel nostro sistema economico i costi di gestione del contante ammontano a circa 10 miliardi di Euro all’anno, pari allo 0,53% del PIL (rispetto allo 0,45% nell’UE). Il contante ha costi più elevati di altri mezzi di pagamento cashless: in termini pro-capite, si tratta di 133 Euro/anno per abitante contro gli 11 Euro delle carte di credito e i 18 Euro delle carte di debito. Un maggiore utilizzo dei pagamenti elettronici garantirebbe all’Italia un considerevole risparmio, allineandosi all’incidenza media dei costi europei del contante sul PIL, si risparmierebbero circa 1,5 miliardi di euro all’anno».

Qual è la ricetta per modificare le abitudini degli italiani e accelerare il numero di transazioni cashless?
«A mio parere ci sono 5 possibili assi di intervento:

1) sensibilizzare, promuovendo con la guida del Governo ed in collaborazione con gli attori dell’industry dei sistemi di pagamento delle campagne di sensibilizzazione sul tema;

2) razionalizzare la normativa di riferimento, sfruttando l’opportunità del recepimento della nuova Direttiva sui servizi di pagamento nel mercato interno (PSD2), per svolgere un’azione di forte semplificazione normativa;

3) garantire la sicurezza delle transazioni. Sul tema della sicurezza, c’è un’attenzione particolare da parte di tutti i protagonisti del settore, ci sono ambiti di miglioramento, ma molto lavoro è già stato fatto. Sicuramente, dal lato utente, le transazioni elettroniche offrono maggiori garanzie rispetto ad una transazione in contanti. Basti pensare che il cliente ha diritto di chiedere il rimborso per una transazione elettronica anomala, reclamando lo storno dell’importo dietro giustificato motivo;

4) innovare e stimolare la competitività dell'industria dei pagamenti ragionando su specifici bandi di gara, finanziati con fondi pubblici dedicati in ambiti che impattano nell’uso quotidiano dei pagamenti cashless (trasporti, sanità, scuola);

5) stimolare i fattori acceleratori. In tal senso credo che la Pubblica Amministrazione abbia un ruolo decisivo nel rendere possibile il pagamento elettronico sul loro canale fisico e digitale. Per fare ciò si rende necessario un piano di progressivo “switch- off” del contante per alcuni pagamenti alla P.A., in linea con il progetto PagoPA già in atto da qualche anno. Progetto attraverso cui l’Agenzia per l’Italia Digitale ha creato un “nodo” per i pagamenti della Pubblica Amministrazione al fine di veicolare tutti i pagamenti di qualsiasi ente pubblico.

Chi è Sepafin?
«Sepafin è un Istituto di Pagamento, figura introdotta nell’Unione Europea dalla PSD - Payement Service Directive - nel 2007 e recepita in Italia nel 2010. Sepafin è il primo istituto autorizzato in Puglia. In Italia ne sono presenti una settantina e qualche centinaio in Europa. Si tratta di soggetti imprenditoriali, differenti dalle banche, autorizzati a prestare servizi di pagamento con l’obbligo di garantire gli stessi standard di sicurezza delle banche. Concorrono a rendere il mercato dei servizi di pagamento più ricco nell’offerta, più innovativo nei servizi, più vantaggioso e sicuro per i clienti, secondo regole uguali per tutti gli attori».

In quale segmento opera Sepafin e cosa è YAPPAY?
«YAPPAY è il marchio registrato della Sepafin attraverso cui viene erogato il servizio di pagamento delle bollette relative alle utenze, dei bollettini dei mav e dei rav. In più, per tutti gli utenti che lo desiderano, abbiamo implementato un servizio di archiviazione per 10 anni di tutte le ricevute pagate presso i centri YAPPAY. È sufficiente registrarsi sul portale e “dimenticarsi delle ricevute cartacee”. A breve saranno disponibili anche tutti i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione rientranti nel nodo del Pago PA. Tutti i punti da noi convenzionati inoltre possono disporre di un pos abilitato al doppio incasso: delle bollette (sia tramite carte di credito che carte bancomat senza alcun sovrapprezzo per il cliente) e dello spending (l’incasso relativo alla attività ordinaria di vendita del punto)».

A chi si rivolge il servizio?
«A qualunque attività che abbia un contatto con il pubblico e voglia fornire un servizio aggiuntivo alla propria clientela o incrementare il grado di redemption della propria attività. In questi pochi mesi di attività abbiamo riscontrato molta soddisfazione da parte dei punti convenzionati che hanno visto migliorare la media di ingressi giornalieri della clientela nei rispettivi esercizi».

Che volumi avete raggiunto?
«Considerando che il 2017 è l’anno di start up per la Sepafin e che l’avvio in produzione è partito a marzo abbiamo traguardato le 20.000 utenze pagate, con un valore medio di 100,00 euro. È sufficiente una moltiplicazione per conoscere il dato».

Che tipo di infrastruttura avete?
«Tutta la parte di back-end bancario è in outsourcing presso una società leader a livello europeo. Questo ci permette in primis di essere compliance per tutti gli adempimenti regolamentari che periodicamente vengono emanati dalle autorità competenti e al contempo, di concentrarci sullo sviluppo della piattaforma di front-end rivolta alle attività commerciali che erogano il servizio».

Ci sono altri cantieri aperti?
«Stiamo avviando partnership con diverse realtà nazionali per fornire loro un servizio di gateway di pagamento sia fisico che virtuale, propedeutico ai differenti progetti che ci sono stati prospettati. La nostra prerogativa è quella di dare ascolto a molte iniziative, anche di nicchia, che necessitano un supporto dal lato pagamenti/incassi e che non sempre riescono a trovare una facile risposta alle loro necessità.

Pronti a recepire le necessità del mercato in materia di pagamenti digitali e per questo più vicini ai clienti e agli operatori, siamo aperti all’ascolto ed al confronto, trovando molte realtà e fintech che necessitano di supporto in ambito di servizi di pagamento.

Affrontiamo il tutto con creatività e rigore, infatti non bisogna dimenticare che siamo sottoposti a severi controlli della Banca d’Italia al pari degli istituti di credito.

Sepafin è ancora una realtà molto piccola può vantare al suo interno delle professionalità molto qualificate in ambito finanziario, legale, tecnologico e di sistemi di pagamento ed insieme lavoriamo per contribuire ad una silenziosa rivoluzione digitale volta a migliorare la qualità della vita delle persone».

[Red. Spec.]

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