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LA SFIDA DELL'IRCCS

Ecco Biobanca
rivolta al futuro

Garantirà la ricerca passando dai cittadini

Una sala “crio” attrezzata con congelatori permette di custodire una raccolta inalterata di tessuti sani e tumorali. La giornata è stata l’occasione per siglare con l’Università di Bari una convenzione dedicata all’Oncologia Comparata

La firma della convenzione tra Università e Irccs durante l’inaugurazione della Biobanca (nelle foto sotto): il rettore Uricchio, a sinistra, e il direttore generale dell’Irccs Delvino

La firma della convenzione tra Università e Irccs durante l’inaugurazione della Biobanca (nelle foto sotto): il rettore Uricchio, a sinistra, e il direttore generale dell’Irccs Delvino

Un congegno ad alta tecnologia su una superficie di 300 metri quadri: la Biobanca istituzionale, il nuovo tassello aggiunto al mosaico delle eccellenze dell’Istituto tumori di Bari, garantirà la ricerca scientifica passando dai cittadini.

Evoluzione delle conoscenze in ambito epidemiologico, medico e farmacologico, il mega laboratorio che ha spalancato le sue porte il 14 luglio, è pronto aospitare un vasto patrimonio di materiale biologico umano, fotografia dello stato di salute della popolazione locale e non.

La struttura, unica accreditata in Puglia e consacrata dalla Regione quale hub della rete delle Biobanche Oncologiche pugliesi, cammina essenzialmente su due gambe: conservazione e trattamento.

La sala “crio” attrezzata con congelatoriche raggiungono i-80°C e -170°C nei serbatoi di azoto liquido, permette di custodire inalterata una raccolta di tessuti sani e tumorali, liquidi biologici e frammenti di DNA, con le relative informazioni cliniche di supporto, disponibili a essere studiati in maniera prospettica o retrospettiva.

«Parliamo di “BioMolecularresources”, un contenitore di risorse biomolecolari che trova le sue premesse nella ricerca oncologica traslazionale, quella branca in grado di portare le scoperte scientifiche dal banco del laboratorio al letto del paziente, e che fa leva sull'utilizzo e sullo studio di campioni biologici di qualità. Quindi – entra nel dettaglio il dottor Angelo Paradiso,direttore della Biobanca - La Biobanca - si fa carico di conservare tutto il materiale biologico che un Istituto come il nostro raccoglie, mettendolo poi a disposizione dell’intero mondo scientifico».

La giornata inaugurale è stata altresì occasione per siglare con l’Università di Bari, una convenzione dedicata all’Oncologia Comparata: «La Biobanca - ha spiegato durante la cerimonia il Magnifico Rettore, professor Antonio Uricchio - coinvolge la rete della ricerca pugliese e l’università è parte integrante di questa rete. Abbiamo voluto rinnovare il nostro impegno con l’Irccs “Giovanni Paolo II” attraverso la sottoscrizione di un accordo per l’oncologia comparata. Si tratta di mettere a confronto la cancerogenesi animale con quella umana, anche in collaborazione con il dipartimento di Veterinaria. Molto spesso l’insorgere di neoplasie negli animali diventa occasione di studio e riflessione per individuare soluzioni terapeutiche efficaci anche nella cura delle più gravi malattie che colpiscono gli esseri umani».

L’importante traguardo, inteso come punto di partenza per una nuova stagione in campo oncologico, è stato favorito dal know-how e dall’autore - volezza che l’IRCCS guidato dal direttore generale Antonio Delvino ha acquisito negli anni, guidando due progetti di coordinamento nazionale in materia di Biobanche e facendo della ricerca in campo oncologico il cuore della propria mission.

Del resto, le opportunità della Biobanca sono tutt’altro che trascurabili: la capacità di condividere e far circolare campioni umani, veicola e stimola le nuove frontiere della ricerca e fa progredire gli studi già in atto.

La struttura rappresenta, inoltre, un valore aggiunto anche in termini economici: intanto, i primi segnali dell’impatto della biobanca barese sul territorio sono già visibili attraverso i numerosi contratti di collaborazione stipulati con le principali industrie che si interessano di meccatronica, biomedicale, radiofarmaci e sperimentazioni cliniche; infine, è dimostrato che la presenza di una Biobanca attiva istituzionale favorisce un ritorno in termini di produttività e di PIL sul territorio (www.tissue-bank.it/BBMRI-Fraunhofer-Case-Study-final).

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