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Matera, l'Anas monitora
otto ponti: nessun rischio

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EMILIO OLIVA
Riparato in tempi record il ponte di via La Martella sulla statale 7, il Comune stringe un accordo con l’Anas per il monitoraggio di altri viadotti presenti in ambito cittadino. E intanto l’assessore ai Lavori pubblici, Michele Casino, assicura: «Nessun pericolo sulle altre infrastrutture di nostra competenza».

Sono stati effettuati sopralluoghi tecnici e tutti i ponti della città sono stati visionati attentamente prima di poter escludere ogni rischio. L’emergenza, scattata a causa di un parziale crollo del viadotto di via La Martella, è rimasta isolata. I disagi per gli automobilisti sono stati contenuti in pochi giorni, 20 per l’esattezza. «È da guinness dei primati. Riparazioni lampo di questo genere si vedono forse solo in Giappone», scherza Casino. «Non abbiamo perso un solo giorno di tempo. Anzi. Dopo la nostra perizia abbiamo contattato un tecnico dell’Anas, Francesco Musto, ingegnere strutturale, e dopo aver pianificato il lavoro abbiamo recuperato anche una mezza giornata di lavoro facendoci prestare le impalcature da una ditta pur di mettere in condizioni un’impresa incaricata dall’Anas di cominciare le riparazioni», precisa l’assessore.
In men che non si dica ha zittito il popolo di ribelli da tastiera pronto a gridare nei social contro la chiusura al traffico della strada. Ma non è la prima volta. Non si fa in tempo a segnalare un problema che lui lo ha già risolto. «Quando è possibile, diamo risposta a tutti. Ma ci sono anche situazioni di cui non posso farmi carico se non sono di mia competenza», avverte l’assessore.

Sul ponte di via la Martella hanno lavorato tre squadre di operai, tra Comune e Anas. Una sella, la parte cioè dove poggiano le travi, aveva evidenziato ai due lati gravi lesioni determinate anche dalla corrosione delle parti metalliche. L’ente locale non ha speso più di 38 mila euro per sostituire i giunti, rifare l’impermeabilizzazione delle canalette e bitumare la carreggiata mentre il resto della spesa lo ha sostenuto l’Anas per consolidare gli elementi in ferro.

Passata la paura, l’attenzione si è sposta su altre infrastrutture, a cominciare da quelle più vecchie. Cosa è emerso? «Gli altri viadotti – risponde Casino – necessitano di piccoli interventi di manutenzione che, se fatti per tempo, riducono la spesa e rinviano anche l’eventualità di un crollo. Non è una esagerazione. Subito dopo le ferie siamo d’accordo con l’Anas che saranno programmati questi lavori, per i quali l’azienda dovrebbe ottenere specifiche risorse dal Governo, in modo da cominciare a effettuare le manutenzioni secondo un ordine di priorità. Da parte mia, porterò il problema in Giunta perché il Comune faccia uno sforzo per trovare altri fondi per i lavori di sua competenza. Si tratterà di piccole cifre da spendere per nove ponti, comunque necessarie, perché con la sicurezza non si scherza».

Nessun allarme, però. La situazione sarebbe sotto controllo. «Fu fatto già un sopralluogo con i tecnici ad aprile, all’epoca del crollo di un viadotto a Fossano, in provincia di Cuneo, nel quale rimase schiacciata un’auto dei carabinieri, perché anche noi – rivela Casino – eravamo preoccupati per lo stato dei nostri ponti, che hanno mediamente un’età di mezzo secolo. Allora non emersero problemi. In occasione del crollo del ponte di via La Martella la ricognizione è stata ripetuta e ci siamo tranquillizzati perché lo stato di tutte le strutture non destava allarme. Pericolo di crollo non ce n’è. A patto però che si faccia la manutenzione, altrimenti il problema potrebbe riproporsi tra qualche mese o dopo un anno».

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