E’ un’ordinanza significativa e storica, che costituisce un importante precedente giuridico, quella emessa nei giorni scorsi dal giudice del tribunale di Matera a tutela del diritto all’assistenza di un bambino diversamente abile residente nella provincia, assistito dagli avvocati Angela Maria Bitonti del Foro di Matera e Stefano Zacchetti del Foro di Genova. Controparte l’Azienda sanitaria materana (Asm), che aveva improvvisamente revocato il regime di sostegno specialistico al piccolo paziente. Il tribunale di Matera in composizione collegiale, ha riaffermato la prevalenza del diritto fondamentale alla salute, specialmente quando a essere coinvolto è un minore, rispetto ai problemi organizzativi e di bilancio della pubblica amministrazione. Infatti, il Collegio ha accolto il reclamo promosso dalla mamma del bambino con disabilità dopo l’improvvisa interruzione, avvenuta il 2 aprile 2025, delle terapie riabilitative essenziali per curare i disturbi del linguaggio e dell’apprendimento. Il trattamento, già in corso presso un centro convenzionato, era stato sospeso dall’Asm adducendo generiche ragioni economico-amministrative. Di fronte al rischio concreto e certificato dai medici, di un danno alla salute e alla vita relazionale del bambino, la madre aveva presentato un ricorso d’urgenza (ex articolo 700 del Codice di procedura civile - Cpc) per ottenere l’immediata ripresa delle terapie. «Questa ordinanza –commentano gli avvocati Angela Maria Bitonti e Stefano Zacchetti– rappresenta una vittoria non solo per il piccolo e la sua famiglia, ma per tutti i bambini che attendono di riprendere le cure riabilitative. Il tribunale ha inviato un messaggio forte e chiaro: i diritti fondamentali, come quello alla salute, non possono essere subordinati a inefficienze gestionali o a vincoli di bilancio. La pubblica amministrazione ha il dovere di garantire la continuità delle cure essenziali, e l’interruzione di un percorso terapeutico già approvato costituisce un inadempimento grave, di cui deve rispondere. In particolare, il tribunale ha accolto le difese dove si sosteneva il diritto all’erogazione di “prestazioni sanitarie di elevata qualità”. Siamo orgogliosi di aver contribuito a far valere un principio di civiltà giuridica a tutela dei soggetti più fragili». L’articolo 700 del Cpc prevede il «ricorso d’urgenza», uno strumento cautelare atipico e sussidiario per ottenere provvedimenti provvisori quando un diritto è minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile, in attesa della decisione del giudizio ordinario di merito. È una norma di chiusura, insomma, che interviene quando mancano rimedi cautelari specifici (tipici), richiedendo la prova del «fumus boni iuris» (probabile fondatezza del diritto) e del «periculum in mora» (pericolo attuale e irreparabile) per garantire la tutela immediata, come appunto proteggere la salute di un minore. L’Asm dovrà, quindi, riattivare immediatamente il servizio di assistenza riabilitativa, al bambino che ne era stato improvvisamente privato.
L’Azienda sanitaria dovrà, quindi, riattivare immediatamente il servizio di assistenza riabilitativa, al bambino che ne era stato improvvisamente privato. «Quel bambino ha diritto alle cure per la riabilitazione»
Sabato 03 Gennaio 2026, 07:00
















