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Rogo doloso

Inferno di fuoco a Maratea
le fiamme fino al Cristo

Inferno di fuoco a Marateale fiamme fino al Cristo

Pino Perciante

Maratea - È stato domato dopo circa 24 ore l’incendio divampato domenica pomeriggio a Maratea, sulla collina di San Biagio che ospita la statua del Cristo Redentore e le rovine della città antica. Vigili del fuoco e volontari hanno combattuto contro le fiamme fino a sera anche perchè ieri pomeriggio si sono sprigionati altri focolai in località «S. Caterina».

Operazioni di bonifica, quindi fino a sera. per impedire che le fiamme si ravvivassero favorite dal caldo e dal vento. E ora sono in corso accertamenti sulla natura del rogo che al momento sembra quasi certamente dolosa, ma non si esclude l’origine accidentale. Le fiamme hanno mandato in fumo dai 12 ai 15 ettari di macchia mediterranea. L’incendio, di vaste proporzioni, è divampato intorno alle 17.30 di domenica. In serata le fiamme avevano raggiunto la sommità della collina di San Biagio dove sorge la celebre statua del Cristo Redentore, emblema della cittadina tirrenica. E solo grazie al primo intervento di un gruppo di volontari non hanno provocato danni alla statua né alla basilica. Quelli ambientali, invece, ci sono eccome. E’ andata in fumo, infatti, un’ampia area boscata. Le forti raffiche di vento hanno complicato le azioni di spegnimento da parte dei vigili del fuoco arrivati da Lauria, Terranova, San Chirico Raparo e anche da Potenza. Ieri mattina le fiamme hanno lambito anche il centro storico, minacciando alcune abitazioni e creando non poca preoccupazione tra i residenti.

Sul posto in azione anche un canadair, che ha eseguito 30 lanci, ma domare l’incendio è stato piuttosto difficile. Fiamme e polemiche per i ritardi e l’inadeguatezza dei soccorsi. Il sindaco di Maratea, Domenico Cipolla, lamenta che «nonostante l’allarme immediato uomini e mezzi siano arrivati con almeno tre ore di ritardo , consentendo di fatto all’incendio, all’inizio piuttosto contenuto, di propagarsi oltre misura. Del resto - sottolinea il primo cittadino - da quest’anno i vigili del fuoco hanno anche compiti che prima erano del Corpo forestale dello Stato e forse c’è qualche problema nel coordinamento di tutte le attività. Così un incendio che forse avrebbe potuto essere domato in poco tempo e che avrebbe provocato danni ugualmente gravi, ma limitati, ha invece ridotto in cenere un’ampia fetta di montagna. La colpa non è certamente dei vigili del fuoco, che in questo periodo non hanno un attimo di sosta per i numerosi incendi che divampano nell’area sud».

Quello di San Biagio, infatti, non è stato l’unico rogo divampato tra domenica e ieri. Altri incendi si sono verificati anche a Lauria, Nemoli, Viggianello e Spinoso.

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