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Colobraro, 3mila amuleti per ribaltare la fama del «paese che porta jella»

Colobraro, 3mila amuleti per ribaltare la fama del «paese che porta jella»

Colobraro, 3mila amuleti per ribaltare la fama del «paese che porta jella»

 
Redazione online

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Colobraro, 3mila amuleti per ribaltare la fama del «paese che porta jella»

Monacelli, indovini, fattucchiere e ben 3000 amuleti in distribuzione: è il geniale modo di ribaltare la nomea di Colobraro in uno show che ogni weekend fino al 2 settembre si candida a trasformare un handicap culturale (e popolare) in attrattore turistico

Venerdì 12 Agosto 2022, 17:19

17:21

MATERA - Pronti già tremila amuleti, per tenere lontano il malocchio e ingraziarsi la fortuna, per quanti da oggi e fino a domenica prossima si recheranno a Colobraro (Matera), noto come il «Paese della iella», per assistere allo spettacolo di animazione teatrale «Sogno di una notte a quel Paese». Dopo due anni di stop causato dalla pandemia, si comincia questa sera, e si replica domenica 14, e cosi tutti i venerdì e domeniche fino al 2 settembre, con gli spettacoli e le attività di animazione culturale legate al «macro-attrattore sul magico e fantastico» - riconosciuto come tale da Regione Basilicata e Apt- che culminano con il percorso teatrale.

Fattucchiere, indovini, monacelli e altre figure della tradizione attendono il visitatore per portarlo nella dimensione della magia, del «non è vero ma ci credo», tra racconti e suggestioni che parlano di «affascini» e «malocchi». Protagonisti del percorso gli attori, per gran parte giovani, della compagnia amatoriale «Sognando il Magico Paese», guidati dall’attore e regista Giuseppe Ranoia. Spazio anche alla musica, con esibizioni e spettacoli di danze e ballate su note e movenze di pizziche, tarantolate e masciare. «Il contest - ha spiegato il direttore organizzativo Andrea Bernardo, vicesindaco e inventore dell’evento, giunto alla 12/a edizione - comprende anche un Percorso emozionale e museale, guidato e con attività di animazione culturale, che si dipanerà attraverso pregiati beni architettonici (Castello, Convento, Palazzo Esposizioni) dove sono allocati vari musei: demo-etno-antropologico (Dea), della Civiltà Contadina, dell’olio, e poi la Casa Contadina e la mostra fotografica 'Con gli Occhi della Memorià. che ripercorre la venuta dell’etnologo Ernesto De Martino in Basilicata, per arrivare sino ad oggi».

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