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Scanzano Jonico, fiamme in un altro lido: è il secondo rogo in pochi giorni

Scanzano Jonico, fiamme in un altro lido: è il secondo rogo in pochi giorni

Distrutte le pedane dello stabilimento «La Kicca». Il proprietario non ha mai ricevuto minacce o richieste estorsive. Il procuratore Curcio: «Avevamo lanciato gli allarmi da tempo»

18 Maggio 2022

Redazione online

SCANZANO JONICO - Un incendio, quasi sicuramente di origini dolosa, ha distrutto la notte scorsa alcune pedane in legno delle passerelle del lido «La Kicca» di Scanzano Jonico (Matera), in località Terzo Cavone. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e la Polizia che ha avviato le indagini, ascoltando il proprietario che ha detto di non aver ricevuto minacce o richieste estorsive.
Tre giorni fa, un altro incendio di natura dolosa, sempre a Scanzano Jonico (Matera) ha distrutto completamente lo stabilimento balneare «La baia delle scimmie».

IL PROCURATORE CURCIO - Gli incendi - presumibilmente dolosi - che si sono verificati, a distanza di tre giorni, in due diversi lidi di Scanzano Jonico (Matera), sono «un gravissimo fenomeno che conferma la giustezza degli allarmi che abbiamo lanciato da tempo e che evocano sicuramente scenari di tipo mafioso altamente preoccupanti»: lo ha detto oggi, nel palazzo di giustizia di Potenza, il procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo lucano, Francesco Curcio.
Il magistrato ha parlato con i giornalisti a margine di una conferenza stampa dove ha descritto i dettagli di una operazione che ha portato all’emanazione di 19 misure cautelari nei confronti dei componenti di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, che agiva con metodo mafioso, con sede nel Materano.

Gli incendi, avvenuti uno nella notte tra il 15 ed il 16 maggio, nel lido «Baia delle Scimmie» di Scanzano Jonico, e l'atro nella notte di ieri, martedì 17 maggio, nel lido «La Kicca» in località Terzo Cavone, «sono fatti che attentano a una risorsa fondamentale della regione che è quella de turismo, in questo caso del turismo estivo», ha spiegato Curcio. Il procuratore ha aggiunto che «sono in corso indagini per accertare chi sono stati i responsabili», e non ha escluso che possano essere alcuni dei componenti dei nuovi sodalizi criminali presenti sul territorio

Con «disposizione immediata», sono stati potenziati i controlli coordinati del territorio nel comprensorio di Scanzano Jonico (Matera) dopo i due episodi intimidatori, con incendi di natura dolosa, che hanno interessato di recente due stabilimenti balneari. E’ quanto ha deciso oggi il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Sante Copponi.
L’attività interessa i servizi straordinari assicurati da Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza. Il Commissario prefettizio del Comune di Scanzano Jonico, intervenuto alla riunione, si è riservato di convocare i titolari degli stabilimenti balneari del luogo, per sensibilizzarli alla "adozione di idonee misure di vigilanza passiva» attraverso il ricorso agli Istituti di Vigilanza privata. Altri strumenti di prevenzione, che potranno essere attivati, riguardano l’appalto dei lavori per gli impianti di videosorveglianza da Nova Siri a Bernalda, oltre che di Rotondella e Montalbano jonico, per favorire la prevenzione attraverso il controllo della rete viaria, degli insediamenti produttivi lungo la statale 106 Jonica e degli insediamenti archeologici.
La riunione è stata preceduta dalla sottoscrizione del protocollo di intesa per «la legalità, lo sviluppo del settore ricettivo-alberghiero e nelle attività economico-commerciali e la prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale». L’atto è stato siglato dal prefetto con i sindaci di Matera, Montescaglioso, Bernalda, Pisticci, Policoro, Rotondella, Nova Siri ed il commissario prefettizio di Scanzano Jonico.

LE PAROLE DI MORRA - «La mia totale vicinanza alla Polizia di Stato che in questo momento sta indagando sul rogo dello stabilimento balneare nel metapontino, il secondo nelle ultime settantadue ore. Grazie al lavoro svolto dalla Commissione parlamentare antimafia che presiedo, posso affermare che nel metapontino la criminalità non è dissimile da quella che si può rilevare in zone ad altissima densità mafiosa del napoletano, del casertano o della Calabria.Vi è uno stillicidio continuo fatto di atti intimidatori nei confronti di operatori economici piccoli e grandi, in alcuni settori imprenditoriali: gli interessi criminali investono il turismo, come nel caso ultimo di Valerio Lassandro, l’imprenditore proprietario del lido devastato ieri notte, al quale esprimo la mia piena solidarietà. Appena l’anno scorso ho audito Francesco Curcio, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza, per questioni malavitose legate a Scanzano Ionico, che ha ben rappresentato le problematiche del territorio. La Commissione da tempo si occupa del fenomeno lucano e continueremo a tenere alta l’attenzione sulle ultime vicende». Lo scrive il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra.

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