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Le chiese rupestri a Matera? Tutte chiuse

chiesa rupestre Matera

Il paradosso di Matera Capitale della Cultura: il velo della burocrazia copre a Pasqua gli affreschi appena restaurati

17 Aprile 2022

Donato Mastrangelo

MATERA - Il velo della burocrazia cala sugli affreschi in stile bizantino, dopo il restauro ultimato un anno fa. Gli scrigni dell'habitat rupestre della città dei Sassi restano desolatamente chiusi a Pasqua per la mancanza di un soggetto gestore. Accade dopo la consegna del cantiere nel 2021 con gli interventi di recupero che hanno interessato sette chiese rupestri a Murgia Timone, realizzati da Invitalia nell'ambito del Cis, il Contratto istituzionale di sviluppo sottoscritto per Matera 2019.

È il paradosso della località che ha vissuto i fasti di Capitale europea della cultura. Così, mentre nel ponte pasquale, dopo il periodo buio della pandemia, rifanno capolino i turisti americani e canadesi, il Parco tematico della Civiltà Rupestre che rientra nella realizzazione del Parco della Storia dell’Uomo non è ancora fruibile. Una falsa partenza se si considera che numerosi visitatori raggiungono l'altopiano murgiano con l'escursione da Porta Pistola nei Sassi attraversando a piedi il ponte tibetano. Giunti sul Belvedere, l'itinerario si snoda alla scoperta delle chiese, alcune con pitture parietali in stile bizantino. Sono stati restaurati, per un importo di 2,4 milioni di euro i complessi di San Pietro in Principibus, San Falcione, San Vito alla Murgia, Asceterio di Santa Maria dell’Arco, Sant’Agnese, Madonna delle Tre Porte e Madonna della Croce.

Opere che hanno anche riguardato la sistemazione delle vie di accesso carrabili e dei sentieri pedonali, la creazione di una pista ciclabile, di aree belvedere e di sosta e la riqualificazione di Jazzo Gattini, sede del Centro di Educazione Ambientale (Cea), porta di accesso al Parco, anch'esso ancora non fruibile.

Sarebbe stato possibile procedere ad un affidamento temporaneo dei siti in attesa della pubblicazione del bando sulla gestione delle chiese rupestri? «Purtroppo - ammette Michele Lamacchia, presidente dell'Ente Parco della Murgia Materana - c'è stato un problema tecnico che ha impedito di attuare una gestione provvisoria dei siti. È nostro interesse consentire prima possibile la fruizione di questi luoghi». Alcuni componenti del Cda dell'Ente Parco avrebbero eccepito delle osservazioni sulla legittimità di ricorrere ad una gestione ponte delle chiese rupestri e del Cea. Lamacchia assicura che «attraverso un rapporto di collaborazione l'apertura delle chiese dalla prossima settimana sarà affidata ad una associazione di volontari». Intanto gli affreschi a Murgia Timone, luogo dove Pasolini e Gibson hanno ambientato la scena della crocifissione rispettivamente nel Vangelo secondo Matteo (1964) e nella Passione di Cristo (2004), attendono nuovamente di essere svelati ai turisti.
Sipario definitivamente calato, invece, con tanto di sperpero di denaro pubblico, per quello che era stato presentato come il grande attrattore turistico del Senisese, lo spettacolo «Magna Grecia - Il mito delle origini». È il segno del fallimento di un progetto milionario con la realizzazione di un grande anfiteatro per 2500 spettatori, con l'area scenica a pelo d'acqua dell'invaso artificiale della diga di Montecotugno. Dopo due stagioni con fortune alterne, inaugurazione nel 2016, ma il macroattrattore non è mai decollato. Un timido tentativo di rilancio fu fatto nel 2018 dal Comune di Senise. Oggi i cancelli dell'Arena Sinni restano tristemente chiusi. Al danno la beffa: l'erosione del fiume Sarmento ha spazzato via buona parte del parcheggio assieme ai sogni di un attrattore rimasto sulla carta.

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