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Il riconoscimento

Il materano Popia tra gli insigniti del Colle per l'impegno nell'associazione per donazione organi

Fabiano Popia, 77 anni, nel 1995 perse la figlia Rosella, morta a 18 anni per un incidente stradale

Il materano Popia tra gli insigniti del Colle per l'impegno nell'associazione per donazione organi

«”Signor Popia? La chiamiamo dal Quirinale per...”. Certo, ho detto tra me e me, come no! Ho pensato si trattasse di uno scherzo. Ho riattaccato il telefono». E poi? «Poi sono stato ricontattato e ho compreso che così non era. E ho appreso perché mi contattavano. Pur se ero ancora incredulo. Perché proprio a me una simile onorificenza?». È Fabiano Popia che racconta l’aneddoto. Da ieri lui è Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana. È uno dei 36 cittadini che sono stati insigniti dal Capo dello Stato, il nostro corregionale originario di Valsinni, ove è nato 77 anni fa. Dopo aver lavorato in Germania e poi a Olginate, in provincia di Lecco, ha fatto ritorno nella sua terra venticinque anni fa. Non è più andato via, dopo un tragico fatto.

«Era giugno del 1995 – racconta – e mia figlia era a Valsinni per le vacanze estive, ospite dei nonni. Rosella, che aveva appena 18 anni, fu vittima di un incidente stradale, cadendo da un ciclomotore». Un dolore straziante, ma il signor Fabiano, e sua moglie Elvira, in ossequio a ciò che sapevano volesse l’amata figlia, decisero di donarne gli organi. Fu così che Rosella divenne il primo donatore multiorgano della Basilicata e le sue volontà, la generosità del gesto, contribuirono a salvare ben sette persone. I genitori rimasero, dunque, nel luogo di origine della famiglia, dove riposa per l’eternità la loro amatissima figlia. E a quell’immane dolore vissuto hanno reagito con la volontà che potesse mutare in azioni positive e di speranza per il prossimo. Ad appena un anno dal fatale incidente, nel 1996, Fabiano Popia decise di impegnarsi come volontario per divulgare il messaggio della donazione e del trapianto organi. Così fonda il primo gruppo comunale Aido - Associazione italiana per la donazione di organi della Basilicata, dedicandolo, ovviamente, alla memoria della cara Rosella. Da allora, inizierà quel suo impegno di informazione e sensibilizzazione tra i cittadini, con incontri anche nelle scuole, e promuoverà la nascita in altri comuni lucani di nuovi gruppi dell’Aido. In realtà, l’associazione era già presente a Matera, dal 1982, e a Potenza dal 1983, ma erano ancora poco diffusi sul territorio i principi e le finalità del sodalizio. Ma Popia ha dato un rinnovato impulso e, ora, è il presidente regionale dell’associazione, coadiuvato, quale segretario e presidente per il Materano, dal dinamico Fabiano D’Alessandro.

«La cosa che più mi riempie di gioia, riguardo questa onorificenza – spiega Popia – ed è pure la soddisfazione più grande, è che nell’occasione si è, ad ogni modo, parlato dell’Aido anche a livello nazionale. Noi non riusciamo a trovare testimonial per pubblicizzare e divulgare, attraverso volti noti, le attività e lo spirito che anima la associazione sul territorio italiano». Per essere stato insignito del titolo di Commendatore, Popia evidenzia: «Ringrazio certamente il presidente Mattarella, ma voglio dire che non è a me che va, io lo dedico all’Aido».
La motivazione del riconoscimento è “Per la sua dedizione e il suo quotidiano impegno nella promozione della cultura del dono degli organi”.

Popia parla con toni pacati, dai quali traspare tutta la sua autentica umiltà e il voler essere un esempio virtuoso nell’aver saputo trasformare la sofferenza in un anelito di speranza per gli altri. Rosella torna ancora nelle sue parole: «Mi ha fatto capire i veri valori, che io probabilmente non avevo compreso, quando mi parlava dell’importanza delle donazione degli organi. Mi ha insegnato questo, pur nella sua giovane e breve esistenza. Per rispetto al suo pensiero, io continuo». Una ragazza matura e generosa, che aveva appena varcato la soglia della maggiore età. Il suo dolce sorriso e la spensieratezza ora vivono in altri, oltre alla sua memoria.

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