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LE DISFUNZIONI

Basilicata, qui non sempre le stelle brillano

Giuseppe Allocca denuncia il degrado dell’Osservatorio Astronomico di Castelgrande

Basilicata, qui non sempre le stelle brillano

La Basilicata sotto le stelle, grazie agli osservatori astronomici di Anzi e Castelgrande e al centro di geodesia spaziale di Matera. Centri di eccellenza, che fanno della nostra regione un laboratorio importante per il settore in tutto il Mezzogiorno. Peccato che, in alcuni casi, le stelle guardino lo stato di abbandono di talune strutture. È il caso dell’Osservatorio Astronomico di Castelgrande, almeno stando alla segnalazione pervenuta da Giuseppe Allocca, pubblicista della provincia di Napoli che ha, appunto, segnalato alla Gazzetta alcune disfunzioni. In una lettera indirizzata alla redazione, Allocca ha reso noto che lo scorso 13 agosto ha visitato la struttura, «realizzata agli inizi degli anni ‘90 in località Toppo con l’intento, tra l’altro, di dotare il Mezzogiorno d’Italia di una struttura di notevole rilevanza scientifica e culturale. Ho dovuto constatare lo stato di abbandono e di degrado di tale sito rispetto alle potenzialità operative nel campo della didattica e della ricerca. Dotato di un telescopio riflettore del diametro di 1,56 metri, tra i più grandi nella penisola, nel giugno 2018 è stato accreditato al Minor Planet Center.

Gestito dall’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, dall’Istituto Nazionale di Astrofisica-Napoli, in collaborazione con il Comune di Castelgrande, è stato riqualificato nel primo decennio degli anni 2000 con fondi Pon Fesr 2007-13 per attività divulgative didattiche, scientifiche e collaborazioni internazionali come il progetto CastelGauss, finalizzato al monitoraggio dei detriti spaziali in orbita». Ma, a giudizio di Allocca, quali le criticità più evidenti? «Anche per un non addetto ai lavori – ha rimarcato Allocca – esse sono rappresentate dallo stato fisico dell’edificio in cemento armato e della cupola, a causa di infiltrazioni di acqua e dallo stato dei motori del telescopio, che dovrebbero essere sostituiti. La proposta di collaborazione tra Inaf – Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Università della Basilicata, Università di Roma La Sapienza, per un programma triennale di cooperazione nazionale ed internazionale per il rilancio e la gestione dell’Osservatorio di Castelgrande non sembra aver ancora trovato concreta attuazione. Quel programma comporterebbe la presenza costante nella sede di personale altamente qualificato, tra ingegneri, fisici ed astrofisici». Ma non è tutto, perché Allocca ha sottolineato pure che «nelle informazioni turistiche sul sito del Comune di Castelgrande si cita il parco tematico intitolato “Un viaggio nel cosmo” per un approccio ludico-scientifico ai fenomeni di astronomia”. Tuttavia in occasione del mio sopralluogo ho registrato la totale assenza di programmazione e di strategia degli attori pubblici per la cura dell’accesso e dell’ospitalità dei visitatori, con ovvie ricadute negative sui molteplici interessi sociali ed economici a livello locale, regionale e nazionale». Allocca ha informato anche il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, indirizzandogli una missiva pressoché di uguale tenore.

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