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Metaponto, riscaldamento: il litorale jonico sempre più a rischio

Uno studio europeo, pubblicato anche sulla rivista Nature, evidenzia i possibili danni lungo la costa ionica. La spiaggia sarebbe tra le prime cinque in Italia ad estinguersi

Metaponto, riscaldamento: il litorale jonico sempre più a rischio

Scanzano Jonico - Erosione e riscaldamento globale, un binomio che potrebbe spazzare via, nei prossimi anni, anche alcune spiagge dell’arco ionico-lucano. Quella di Rotondella, ad esempio, viene annoverata tra le venti in Italia a forte rischio estinzione ed è, addirittura, posizionata al quinto posto. Alla fosca previsione è giunto uno studio, condotto dal “Joint Research Centre” della Commissione europea, grazie ai dati analizzati e rielaborati dall’Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa/Edjnet.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature, cita dati e pone in essere previsioni preoccupanti, ma condivide anche l’idea, partorita da ventisette premi Nobel, di fare pagare un prezzo minimo sulle emissioni di CO2 al fine di contrastare i cambiamenti climatici e l’inquinamento. Che sta letteralmente divorando le spiagge europee e italiane. Dalla ricerca emerge che sullo Ionio lucano sono minacciate tre municipalità su sei. In pratica il 50 per cento. Se Rotondella viene annoverata come spiaggia a forte rischio estinzione per i motivi citati, storicamente sulla costa ionica lucana ve ne sono altre due, quelle di Metaponto e di Scanzano Jonico, che sono vessate dal rischio erosione. E sapere che a Rimini la spiaggia potrebbe arretrare di 40 metri o che potrebbero scomparire spiagge famose come quella di San Teodoro, in Sardegna, naturalmente non può consolare.

Più in generale, dallo studio emerge che il riscaldamento globale potrebbe portare alla perdita, entro il 2100, di 1.030,5 chilometri di superficie in Italia. In pratica, il trenta per cento della costa del Belpaese. Se lo studio punta il dito in particolar modo sul riscaldamento globale, va ricordato che, a giudizio di numerosi ambientalisti, una delle principali concause dell’erosione in Basilicata (e non solo) è rappresentata dai due porti turistici realizzati lungo il litorale ionico lucano: quello degli Argonauti a Pisticci e il porto di Marinagri a Policoro. Non da meno, però, illustri geologi come il prof. Giuseppe Spilotro hanno spiegato che anche la presenza delle dighe su alcuni corsi d’acqua potrebbe aver contribuito ad acuire l’erosione a Metaponto e Scanzano Jonico. Gli invasi, infatti, avrebbero avuto l’effetto di diminuire il trasporto alla foce di sedimenti e, dunque, avrebbero aumentato il cosiddetto deficit sedimentario. Non a caso, due dei punti critici secondo lo studio, sono localizzati nei pressi del corso del fiume Agri, in territorio di Scanzano Jonico.

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