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Bernalda, eccellenze lucane dietro le nuove cure per i tumori

La 37enne oncologa bernaldese Grazia Armento si occupa di problematiche collegate alle cure di supporto e a quelle palliative

Bernalda, eccellenze lucane dietro le nuove cure per i tumori

BERNALDA - Eccellenze lucane in campo sanitario. Grazia Armento, 37 anni, di Bernalda, è oncologa del Campus Bio-Medico di Roma e lavora nell’UoC di Oncologia Medica diretta dal professor Giuseppe Tonini. Si occupa di problematiche legate alle cure di supporto (simultaneous care) e a quelle palliative in oncologia. Fa parte del comitato scientifico e didattico della formazione post lauream del Policlinico Universitario Biomedico in Cure Palliative. Gira per l’Italia e il mondo tenendo seminari e lezioni al fine di diffondere la cultura della presa in carico globale del paziente oncologico, in cui la sofferenza non è solo fisica, ma anche emozionale, spirituale e sociale. Il 9 luglio scorso Armento ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in scienze biomediche integrate e bioetica, discutendo una tesi sull’Approccio dell’intelligenza artificiale nell’identificare sottotipi di dolore oncologico.

«Faccio parte del tavolo di lavoro nazionale di cure simultanee - dice la ricercatrice - promosso dall’associazione Italiana di Oncologia Medica, che vede impegnati oncologi e palliativisti nello sforzo di garantire una continuità assistenziale per i pazienti affetti da malattie irreversibili (non solo oncologiche); inseriamo le cure palliative nella traiettoria di interventi, sin dalla diagnosi di malattia avanzata, con l’intento di rendere meno traumatico possibile il passaggio dalle cure attive a quelle di supporto sintomatiche palliative».

Armento è anche membro aggregato del Comitato permanente dei direttori di Master in cure palliative e terapia del dolore, promosso dal Miur, che ha lo scopo di unificare i programmi formativi post lauream a livello nazionale ed europeo. Lo studio clinico effettuato è frutto della collaborazione di un’equipe di ricerca sulle cure di supporto in oncologia, coordinato dai professori Giuseppe Tonini, Daniele Santini e Francesco Pantano, di cui Armento fa parte. «Si tratta di uno studio e un approccio innovativo sull’analisi dei dati, effettuato con algoritmi d’intelligenza artificiale, e che apre la prospettiva per un nuovo modo di diagnosticare e trattare il dolore nei pazienti oncologici. È un “proof of concept” e consente di applicare la medicina di precisione alle terapie di supporto, branca dell’oncologia che permette di aumentare la qualità di vita del paziente, in un’epoca in cui i progressi terapeutici fanno passi da gigante. Insomma, “non dare più giorni alla vita, ma vita ai giorni”: è la filosofia del passaggio di prospettiva dal “to cure al to care””.

Il lavoro è stato presentato all’ultimo congresso dell’Aiom (Associazione di oncologia medica), vincendo il primo premio, sezione “Cancer Pain“, della Societa di Cure Pallitive e al recente Virtual Meeting americano Asco 2020 (American Society of Clinical Oncology).

Grazia Armento rientra, dunque, nel novero delle ricercatrici valorizzate in Italia, all’interno del Campus Bio-Medico universitario di Roma, dove ha studiato, si è formata e lavora ormai da anni, con risultati eccellenti. Nell’ultimo lavoro sono stati coinvolti 34 centri in due anni di ricerca, con l’obiettivo di indagare i sottotipi di dolore e le possibili varianti, definendo la soddisfazione al trattamento da parte del paziente, in base al numero di episodi, durata, tipo, intensità e giorni intercorsi per l’eventuale beneficio della farmacoterapia. Sono in via di definizione strategie di medicina di precisione anche per le cure di supporto.

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