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Metaponto, il dramma dell’erosione: il mare porta via file di ombrelloni

«Datemi cento metri di spiaggia per riuscire a sopravvivere»

Metaponto, il dramma dell’erosione

Metaponto - «Non riesco più a lavorare, perché il mare mi sta portando via file di ombrelloni», dice Francesco Fuggiano, titolare del Lido Ermitage. «L’unica volta che sono riuscito a portare nel mio lido l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Donatella Merra, che è anche architetto, le feci vedere la mia situazione. Ovvero la spiaggia quasi completamente erosa. Lei mi disse che mi avrebbe messo in condizione di poter lavorare, ma adesso, con le file di ombrelloni rimaste, sono ridotto completamente all’osso. Posso disporre di una fila da una parte e due dall’altra. Ma oggi una piccola maretta di levante mi ha portato via anche un’altra fila di ombrelloni».

Un problema ormai cronico combattuto con soluzioni temporanee e dispendiose. Perché finora i soldi spesi sono stati buttati letteralmente a mare. «È un dramma per me. Purtroppo il mio tratto di spiaggia non è protetto dall’erosione, perché si trova di fronte ad un varco fra le barriere soffolte di ben 115 metri, invece dei 75 previsti originariamente nel progetto. Così il mio arenile è devastato sistematicamente da tutte le mareggiate. Una situazione drammatica che ho sempre fatto presente anche all’associazione Leucippo, ma non si è mai mosso niente e nessuno. Fra l’altro è proprio da qui che è partita l’erosione, tant’è vero che i primi tentativi di ripascimento con il Bms è partito da qui, perché era qui l’inizio del problema. Ciò nonostante, proprio il frontale del Lido Ermitage è rimasto completamente scoperto da quelle misere barriere che ci sono. Di tanto ne ho parlato con tutti gli assessori regionali precedenti alla Merra, con l’associazione Leucippo ed anche con gli amministratori che si apprestano a varare il nuovo piano barriere. Un’opera da nove milioni di euro, che dovrà proteggere con nuovi criteri tecnici e costruttivi tutta la linea di costa, compresa tra i fiumi Bradano a Basento».

Sono parole drammatiche quelle di Fuggiano, che esprimono la tragedia crudele di un uomo che giorno dopo giorno vede andare in fumo la sua azienda fondata con il sudore della fronte e creata con anni di investimenti. Egli ha subito una perdita economica pari al 70 per cento del reddito aziendale. Né ha la possibilità di compensare la irreversibilità delle perdite di arenile tramite compensazioni sui lati, perché le aree adiacenti sono in concessione ad altri cittadini.

«Anche la sabbia di risulta della spiaggia degli Argonauti non riusciamo ad averla. Secondo alcuni cittadini risulterebbe inquinata, anche se da tre anni ad oggi non ci è pervenuto alcun risultato. Io penso che se riusciamo ad avere la Bandiera blu significa che l’Arpab, che ha analizzato la sabbia di Metaponto, dovrebbe averne certificato la sua bontà e l’assenza di ogni tipologia di inquinamento. Quindi la sabbia dovrebbe essere idonea al ripascimento del mio stabilimento. E questo mi potrebbe mettere nella condizione di poter sopravvivere con l’intervento di una draga che è già presente al porto degli argonauti e che viene utilizzata per dragare la bocca del canale del porto. Non chiedo 100 metri di spiaggia, ma soltanto il minimo indispensabile per poter sopravvivere».
Qualcuno degli assessori regionali e dei mega-tecnici della Regione potrà ascoltare in tempo utile quest’uomo sull’orlo della disperazione ed accelerare procedure e adempimenti? Fuggiano ha cercato anche di mettersi in contatto telefonico con l’assessore Merra, ma non gliel’hanno passata «perché impegnata in attività istituzionali».

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