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Giustizia

Matera, annullata la sentenza a 6 anni di reclusione

L’avv. Di Marzio è accusato di violenza sessuale aggravata

Matera, annullata la sentenza a 6 anni di reclusione

Matera - La terza sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a 6 anni di reclusione a carico di Nicola Sante Di Marzio, avvocato di Matera imputato di violenza sessuale aggravata ai danni di una donna materana, disponendo il rinvio alla Corte di Assise di Appello di Salerno. Lo ha reso noto l’avvocato Pietro Damiano Mazzoccoli, difensore di Di Marzio, unitamente all’avvocato Emilio Nicola Buccico.

La vicenda giudiziaria trae origine dal cosiddetto caso della setta del “mago Sal”, al secolo Salvatore Maraglino, sedicente mago deceduto alla fine del 2017, proprio qualche settimana prima della sentenza di primo grado, considerato il promotore di un’associazione a delinquere che sarebbe stata composta anche da due sacerdotesse, un aiuto del mago e un avvocato (Di Marzio, appunto). Gruppo che avrebbe proposto rituali tesi a soggiogare le vittime, che si sarebbero lasciate impressionare portandole a subire rituali a carattere sessuale e ad essere ridotte, sempre secondo l’accusa, in uno stato di schiavitù che avrebbe incluso anche la possibilità di essere cedute per prestazioni.

Di Marzio, come detto, era stato condannato sia in primo che in secondo grado a 6 anni di reclusione, mentre per gli altri imputati, Eustachio Cotugno e la moglie Immacolata Calabria, la condanna era stata di 8 anni, oltre alle pene accessorie interdittive e al pagamento dei danni alle parti civili, rappresentate dagli avvocati Antonio Auletta e Maria Pistone.

Dopo la pronuncia Mazzoccoli ha preliminarmente evidenziato come «la Corte di Cassazione, in data lo scorso 3 luglio, ha accolto il ricorso, con relative nostre richieste e argomentazioni, annullando la sentenza della Corte di Assise di Appello di Potenza», per poi aggiungere: «Non può non rimarcarsi che l’avvocato Nicola Sante Di Marzio ha sempre sostenuto la propria estraneità ai fatti contestati. Trattasi di una vicenda grave e veramente sconcertante che ha provocato grandi e indicibili sofferenze a Di Marzio, che ha sempre creduto nella giustizia e ha continuato a credere, fino all’annullamento della sentenza della Corte di Cassazione, nonostante la imputazione di violenza sessuale a lui ascritta, dai contorni veramente inspiegabili e incomprensibili, atteso che la persona che si assume aver subito la violenza sessuale da questi, non lo avrebbe riconosciuto in aula, pur avendo riconosciuto altri, oltre poi, alle tante testimonianze favorevoli al Di Marzio, totalmente ignorate. Per fortuna, dopo due gradi di giudizio e tante difficoltà affrontate, la Corte di Cassazione ha reso finalmente giustizia all’uomo e al professionista Nicola Sante Di Marzio, annullando la sentenza di condanna, emessa nei confronti dello stesso».

A mero titolo di cronaca va ricordato che il processo era nato con un’ipotesi di reato di associazione a delinquere per la riduzione in schiavitù, la truffa e lo sfruttamento della prostituzione, per poi essere fortemente condizionato dalla prescrizione. Inoltre, la vicenda giudiziaria era stata anche caratterizzata dall’incapacità di stare in giudizio della presunta vittima del reato di induzione in schiavitù, che aveva lasciato in vita solo tre ipotesi di violenza sessuale.

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