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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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La protesta

Bernalda, i commercianti consegnano simbolicamente le chiavi al sindaco

La manifestazione in programma martedì dalle 21 è promossa dall’associazione locale «viva»per denunciare la situazione di grande disagio

Corso Umberto, la strada principale di Bernalda

BERNALDA  - Insegne accese ma saracinesche abbassate a Bernalda e Metaponto, martedì 28 aprile, a partire dalle 21. Le chiavi delle attività commerciali, in gran parte posizionate lungo il chilometrico asse centrale di corso Umberto, saranno consegnate, simbolicamente, in segno di protesta pacifica, al sindaco Domenico Tataranno. Questo il senso della manifestazione “Bernalda si spegne”, promossa dall’Associazione dei commercianti locali “Viva”. Un modo deciso, per evidenziare come il periodo di chiusura prolungata stia producendo danni incalcolabili al già fragile tessuto economico e produttivo locale.

«L’emergenza Covid19 – scrivono gli aderenti di “Viva”, nel loro comunicato stampa – ha messo in ginocchio tutte le attività commerciali. Gli aiuti e gli incentivi statali sono insufficienti per consentire a gestori, dipendenti, fornitori e locatori di sopravvivere e ripartire. Oggi, ristoratori, baristi, commercianti, estetisti, barbieri, parrucchieri e consulenti di ogni genere, sono ancora costretti a sostenere interamente costi fissi, affitti, lavori di manutenzione, tasse di concessione per il suolo pubblico, tasse per la gestione dei rifiuti e molto altro ancora. Nonostante abbiano il divieto totale o parziale di esercitare la propria attività. Gli aiuti promessi dallo Stato, poi, guidano le attività a contrarre ulteriori debiti per poter far fronte a quelli maturati in questo periodo di chiusura, portando i lavoratori a una totale disperazione e incertezza per il futuro delle proprie famiglie e di quelle dei dipendenti». Insomma, i commercianti di Bernalda e Metaponto denunciano «lo stato di totale abbandono» in cui sono stati lasciati anche dalle istituzioni.

Poi aggiungono, lanciando un segnale di speranza: «La volontà di reagire per il bene dell’economia e della stabilità sociale del territorio è forte e decisa. La nostra manifestazione di protesta pacifica “Bernalda si spegne” intende mandare un messaggio forte a chi decide. Al sindaco Domenico Tataranno chiederemo di farsi portavoce del pesante disagio della nostra comunità, che sta attraversando un periodo estremamente complesso». Quindi un pensiero alla ripartenza, che si spera prossima: «La crisi ha costretto a chiudere le porte delle attività, ma non il desiderio di lavorare e reagire, perché – concludono i commercianti – amiamo il nostro paese e il nostro lavoro».

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