Martedì 28 Settembre 2021 | 11:57

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

Libri

Matera, arriva «Via del riscatto»: un altro mistero per Imma Tataranni

Delitto fra i sassi sviluppato con maestria dalla scrittrice materana Mariolina Venezia

Matera, Mariolina Venezia svela la «sua» Imma Tataranni

MATERA - Quando la letteratura viene trasferita al cinema e alla televisione, il confronto è inevitabile. Ma negli ultimi tempi, con la crescente rarefazione della lettura, succede che personaggi e ambienti romanzeschi restino del tutto sconosciuti per quanti si fermano alla loro resa in immagini.
Non è il caso del sostituto procuratore Imma Tataranni, protagonista già popolare di un ciclo che molti attendevano di vedere sotto forma di fiction, firmato dalla bravissima Mariolina Venezia. L’autrice materana appare come «segnata» dalla vittoria al premio Campiello del 2007 con Mille anni che sto qui. La saga familiare intrisa di realismo magico e nel contempo di stretta adesione a un presente complesso come quello attuale costituisce la matrice della sua narrativa. Che prosegue nel florilegio multicolore delle inchieste di Imma. L’ultima, Via del riscatto, è una summa di contenuti, stile e finalità della Venezia. Il tutto all’indomani del successo targato RAI, in cui l’attrice Vanessa Scalera, sia pure fisicamente diversa dal suo modello originale, ne ha reso perfettamente la figura concettuale.
Così viene da sovrapporla facilmente alla Tataranni di questa vicenda intricata, molto «territoriale», ma anche pregna della sostanza che unifica il thriller ad ogni latitudine.
C’è un omicidio a Matera, in via del Riscatto, non lontano dalla cattedrale. Uno sparo al crepuscolo, «quando si accendono le luci» e la città dei Sassi acquista la parvenza di presepe che piace tanto ai turisti e invece la Tataranni non sopporta. Peraltro, è proprio lei a udire la detonazione nei pressi di Palazzo Sinagra, una dimora padronale che nessuno vuole acquistare. Il marito della funzionaria e il gruppo di amici e parenti con cui lei si accompagna sono propensi a scambiare il colpo di pistola per un petardo di carnevale (si è a febbraio). La Tataranni no. Anche perché subito dopo vede per strada una donna dai tacchi a spillo che si allontana dalla scena, non ancora definita «del delitto».
Alla scoperta ufficiale del cadavere di Antonello Ribba, trafficone che lavora nel campo immobiliare, l’agguerrita Piemme strappa il caso al collega Tonino Sasso. Di qui in poi, la prosa intrigante ed empatica di Mariolina Venezia segue appassionatamente l’inchiesta della Tataranni che si arricchisce di sospettati, testimoni e comparse. Intorno a loro una Matera che la protagonista, e con lei l’autrice, vogliono sottrarre al folclore, alla moda e soprattutto alla speculazione mediatica, resa quasi parossistica nella realtà, dopo che il capoluogo lucano è stato proclamato capitale della cultura.
Dietro la morte violenta del Ribba sembrano profilarsi interessi economici su vasta scale, intrecciati a uno scandalo edilizio che snaturerebbe l’essenza dei luoghi. Certo. Però la Tataranni, com’è da lei, non si accontenta delle evidenze. Nel palazzo avito, dove si sente anche uno spettrale pianto di donna che scoraggia i potenziali acquirenti, risiedono anche i retaggi familiari dei Sinagra, il vecchio patriarca Girolamo e i figli Guido e Carolina, lui elusivo e privo di alibi, lei aspirante attrice, appena tornata dall’India. Allora chi ha ucciso Ribba va cercato negli interstizi di un passato che la Tataranni, o meglio Mariolina Venezia, dissotterra pagina dopo pagina.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie