Martedì 21 Settembre 2021 | 19:03

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La rinegoziazione delle royalty? Può attendere. Regione Basilicata, infatti, sta facendo una sorta di rendiconto non solo di tipo economico: più in generale, sul tema estrazioni. A conferma, la rivisitazione delle somme che Eni e Total devono versare a via Verrastro verrà fatta sedendosi intorno a un tavolo con le parti interessate, solo dopo la pausa estiva. Lo ha reso noto l’assessore regionale all’ambiente, Gianni Rosa, di fatto confermando quanto già annunciato direttamente dal governatore lucano, Vito Bardi, nei giorni scorsi. Quello che è emerso, tanto dalle dichiarazioni di Bardi, quanto da quelle di Rosa, è che non ci sarà nessun aumento delle estrazioni. Il tema, come si può ben comprendere, non è dei meno importanti, anzi. Sia sotto l’aspetto economico-finanziario, quanto, soprattutto, da quello delle eventuali ricadute sull’ambiente, infatti, il petrolio è, da sempre, tema considerato molto caldo. Se, però, a Roma già si dibatte e si discute, essendo attiva la Cirm (Commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie) del ministero dello sviluppo economico, a Potenza e dintorni si cerca di capire cosa è realmente accaduto in questi anni. Sia per quanto riguarda gli introiti che per ciò che concerne gli aspetti operativi. Insomma, anche se può suonare strano, la Regione Basilicata, versione centrodestra, pare che voglia vederci più chiaro, andando a rendicontare tutte le entrate e a spulciare nei protocolli sottoscritti in questa lunga stagione del petrolio lucano. D’altra parte, l’affare è di quelli «pesanti» in termini monetari: da oltre un miliardo e ottocento milioni, si guardiamo le somme stanziate nei primi venti anni di estrazioni in Val d’ Agri. Un affare che, di media, ha portato nelle casse regionali circa novanta milioni di euro all’anno, anche se con picchi da centocinquanta milioni e, dall’altro verso, di trentacinque, negli anni del prezzo del barile ai minimi storici. La rinegoziazione, dunque, può attendere. Almeno dalle parti di Potenza.

A Roma, invece, gli accordi sulle estrazioni contenuti nel Memorandum sulla Val d’Agri sono già stati nuovamente esaminati con un tavolo tecnico per l’avvio delle trattative tra le parti. «Il discorso sulle royalty – ha spiegato Bardi – è soprattutto di natura nazionale. È a Roma, infatti, che si decidono tante cose, ma posso assicurare che la Regione farà la sua parte non prima dell’estate. Solo dopo la pausa, infatti, si arriverà alle trattative vere e proprie». La «partita» strategica, dunque, è ancora di là da venire, ma di sicuro a via Anzio vogliono farsi trovare pronti: per questo, adesso l’attenzione è tutta su ciò che è stato. L’obiettivo, quindi, è non solo essere preparati, ma anche e soprattutto cercare di correggere eventuali «anomalie» nella direzione intrapresa sia del bene comune sia della tutela dei cittadini a trecentosessanta gradi. Sul tema, però, incombe anche un altro dubbio: la Regione dovrà decidere se il limite dei circa centocinquantamila barili al giorno (oltre i quali, oggi, non si può andare) potrà essere raggiunto o meno, oppure se si continuerà a non andare oltre gli ottantamila. Gianni Rosa ha assicurato che, anche sotto questo aspetto, tutto rimarrà come prima.

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