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L'iniziativa

Cinque volontari a Grottole per 3 mesi contro lo spopolamento

Sono stati selezionati fra 280mila aspiranti residenti da tutto il mondo: ecco come saranno strutturate le loro giornate e come cercheranno di salvare il piccolo comune del Materano (300 abitanti e 600 case abbandonate)

Cinque volontari a Grottole per 3 mesi contro lo spopolamento

Oltre 280mila candidati in tutto il mondo pronti a venire a vivere in Basilicata, a Grottole, per almeno tre mesi. Il progetto dell’Italian Sabbatical di Airbnb, promosso con la Onlus Wonder Grottole con l’obiettivo di salvare dallo spopolamento un piccolo paese dell’Italia rurale, ha suscitato grande interesse e curiosità. Un’attenzione mediatica che deriva soprattutto dalla sproporzione tra il paese su cui intervenire - appena 300 abitanti con 600 case desolatamente vuote - e il numero degli aspiranti «nuovi residenti» pronti a raggiungere la semi-sconosciuta Basilicata da ogni angolo del pianeta.


Alla fine sono stati selezionati cinque volontari a cui affidare il compito di aiutare il territorio a risollevarsi attraverso idee e intuizioni. Arriveranno oggi a Grottole: si tratta di Pablo Colangelo, 35 anni, ingegnere informatico di origini Italiane, ma nato e cresciuto a Buenos Aires; Anne Tachado, 24 anni, fotografa filippina, con una lunga esperienza di volontariato alle spalle e una laurea in agraria, conseguite a Melbourne, dove vive; Helena Warren, 45 anni, guida culturale canadese, organizzatrice di eventi legati al Tango per i turisti in Argentin; Remo Sciubba, 62 anni, ex project manager, di origini abruzzesi, insegnante di lingue straniere; Darrell Pistone, 61 anni, ex pompiere di New York, le cui origini italiane affondano le radici proprio a Grottole. Qui troveranno ad aspettarli una casa e un’agenda ricca di impegni quotidiani. Lo «storyboard» sarà sempre lo stesso: colazione all’italiana (cappuccino e cornetto) alle 8, a seguire lezione d’italiano, impartita da una docente di Grottole (Michela). Poi tutti nell’orto comune, con Mario, per imparare a far crescere le delizie locali. Che saranno poi cucinate con l’ausilio di Enza. Quindi un riposino tra fiori, prima della lezione di apicoltura, per conoscere tutti i segreti del magico mondo delle api. A sera arriverà il relax, con l’aperitivo in compagnia della comunità locale. Tutto questo per un’unica missione: salvare Grottole e quell’italianità, davvero unica, che è rimasta ancora verace nei piccoli comuni del Belpaese.

MATERA 2019 SALVA IL PICCOLO GROTTOLE - La chiesa diruta, come la chiamano da queste parti, che con le sue arcate sembra toccare il cielo. I vasi fioriti sulle porte delle case, pronte a riaprirsi. E due chiacchiere tra i vicoli per scambiarsi le ultime notizie. Manca davvero poco e sale l’attesa a Grottole, delizioso borgo nel cuore della Basilicata, appena 20 minuti da Matera Capitale europea della cultura, in tutto 300 abitanti e oltre 600 case vuote. Quella alle porte infatti sarà un’estate decisamente diversa, con l’arrivo, il 5 giugno, di Pablo, Anne, Helena, Remo e Darrell. Ovvero i 5 volontari selezionati per l’«Italian Sabbatical» di Airbnb, progetto promosso con la Onlus Wonder Grottole, per salvare dallo spopolamento questo angolo di Italia rurale e insieme far conoscere territorio e tradizioni.«Da quel che ho visto dai video, mi sembrano davvero brave persone», racconta impastando orecchiette e cavatelli, mamma Enza, per il progetto promossa insegnante di cucina, con un sorriso che racconta tutta l’emozione per questa nuova avventura. «Spero davvero che Grottole si ravvivi, più siamo, meglio stiamo», dice. Nessuno forse osava nemmeno immaginarlo, ma la notizia dell’Italian Sabbatical ha fatto il giro del mondo, con oltre 280 mila candidati pronti a venire a vivere qui almeno tre mesi. Per i cinque prescelti sono già preparate le case e una fitta agenda di impegni, che coinvolge tutto il paese.


Colazione la mattina con il caffè di Caterina al Bar Zolletta, aperto sei anni fa e ormai l’unico nel centro storico. “Per gli stranieri il nostro caffè è un pò forte - ammette lei - Io però non vedo l’ora che arrivino questi ragazzi, voglio approfittarne per imparare per bene l’inglese». A far da tramite, almeno all’inizio, l’insegnante di italiano, Michela, 29 anni, «prestata» dalle classi dei progetti Sprar per i richiedenti asilo. Poi tutti nell’orto, dove Mario, 60 anni alle porte, con i suoi occhi azzurri, orgoglioso elenco le primizie tipiche del sud d’Italia. «Verranno a imparare - dice fiero - Insegneremo l’amore per la terra, perché il pomodoro se non lavori bene sin dalla semina non viene su». E chissà che sorpresa per i cinque, quando si accorgeranno che Rocco, il parrucchiere del paese che un pò assomiglia a Riccardo Scamarcio, è anche l’insegnante di apicoltura. «Le api sono la mia passione sin da bambino - racconta tra gli alveari - Ora sono sui fiori della sulla e il miele che ne nasce è dolcissimo. Quando arriveranno i ragazzi saremo pronti per la smielatura e l’invasettamento. Sono fiducioso, mi sembrano felicissimi anche loro di venire».

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