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Tre anni al falso ginecologo
chiedeva foto e video alle vittime

Condannato dal Tribunale di Bologna

Tre anni al falso ginecologochiedeva foto e video alle vittime

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SAN MAURO FORTE - Fingendosi ginecologo, era riuscito a farsi consegnare foto e video intimi dalle pazienti con la scusa che i precedenti esami non erano chiari. Il gioco di Sisto Salvatore Urgo, 36 anni, nato a Torre Annunziata, ma originario di San Mauro Forte, è durato anni. Due le sue vittime accertate in Veneto. Dieci in Emilia Romagna. L’ultima condanna, a 3 anni di reclusione, è del Tribunale di Bologna, presieduto dal giudice Luisa Raimondi. La Procura aveva chiesto una condanna a 5 anni e 9 mesi.

Rampollo di una famiglia sanmaurese conosciutissima e benestante, Urgo finì in carcere il 31 ottobre 2012 per violenza sessuale aggravata al termine di un’indagine della Polizia postale che eseguì un’ordinanza di custodia cautelare richiesta dal pubblico ministero Francesco Caleca e firmata dal giudice per le indagini preliminari Bruno Giangiacomo del Tribunale di Bologna. Dall’inchiesta era emerso che il finto ginecologo chiamava al telefono le vittime, spesso studentesse universitarie fuori sede, o le contattava tramite Skype, spacciandosi per un medico degli ospedali bolognesi Maggiore e Sant’Orsola. Per fugare dubbi citava esami o sospette patologie per cui le ragazze si erano sottoposte a visite o esami, anche se non si è mai capito come facesse a conoscere questi particolari, invitandole a compiere atti di autoerotismo o ad inviargli foto delle parti intime per facilitargli la diagnosi.

Pur non essendoci mai stato contatto fisico, i suoi atti sono stati considerati dall’accusa una violenza sessuale, «per aver violato l’autodeterminazione delle donne nella loro sfera sessuale, aggravata dall’essersi qualificato come pubblico ufficiale». In tutto erano dieci i capi di imputazione, quanti gli episodi denunciati dalle vittime che hanno sporto denuncia, due dei quali sono stati derubricati a tentata violenza. Oltre alla condanna, il Tribunale ha stabilito due provvisionali immediatamente esecutive alle parti civili di 1500 euro ciascuna.

Nel processo non è stato accertato come Urgo individuasse le proprie vittime, ma il sospetto è che sfruttasse le sue abilità di hacker per infiltrarsi nei registri e nelle banche dati delle aziende ospedaliere. Questa tesi è stata invece acclarata due anni fa in un altro processo a Padova, nel quale era stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione, che il finto ginecologo sta scontando attualmente in carcere, per aver adescato due ventiseienni, una di Padova e l’altra di Trevignano.

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