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nuova formazione

Lecce, un corso bio-medico
al liceo classico Palmieri

Chi sogna un futuro in camice bianco potrà scegliere un percorso con competenze sanitarie

nuovo corso al palmieri

di MARINA SCHIRINZI

LECCE - Uno studente su cinque, almeno nel Liceo classico statale “Palmieri”, sogna di indossare il camice bianco. Le professioni sanitarie, con il loro appeal di successo sociale, ottima remunerazione e aura di impegno umanitario, continuano ad essere in cima alla classifica dei lavori del futuro.

L’amministrazione scolastica, coordinata dalla dirigente Loredana Di Cuonzo, ha intercettato un bisogno inespresso (o quasi), studiando una strategia per spianare l’accesso alla professione. Obiettivo ambizioso, certo, considerate le barriere all’ingresso dei micidiali test di ammissione per le facoltà di Medicina e affini, ma non impossibile. Nasce così, da una sinergia con l’Ordine dei Medici, il protocollo per l’introduzione del corso bio-medico nei programmi scolastici dell’istituto leccese.

«Il liceo classico è il luogo ideale per l’elaborazione di questo percorso perché custodisce valori fondamentali e universali per l’essere umano: il medico non è solo un operatore di salute ma dev’essere animato dallo spirito di servizio verso gli altri», ha chiosato la dirigente nel corso di una conferenza stampa tenuta presso l’istituto.

Ma, alla tenera età di 14 anni, le scelte sul futuro sono così definitive? «Un adolescente ha tutto il diritto di cambiare idea - puntualizza la dirigente -. Nella peggiore delle ipotesi, però, i ragazzi potranno contare su competenze più vaste che non andranno perdute. Probabilmente siamo degli idealisti, ma guai a sottovalutare la portata del pensiero divergente».

I più motivati potranno quindi scegliere un percorso di studi modellato sulle competenze sanitarie: ad un’ora in più di studio della matematica corrisponderà un’ora in meno da dedicare al latino; con il supporto dei professionisti incaricati dall’Ordine verranno introdotti moduli specifici e seminari tematici. Un’attenzione particolare sarà riservata alla matematica, all’anatomia ed alla statistica.

Questo per quanto riguarda il primo biennio di studio. Gli ultimi tre anni saranno centrati, invece, sull’apprendimento pratico: nell’ambito dei programmi di alternanza scuola-lavoro, gli studenti potranno ritagliarsi uno spazio all’interno di studi medici, laboratori d’analisi, ambulatori e farmacie. Non mancheranno i corsi per l’apprendimento delle tecniche di primo soccorso e per imparare ad usare un defibrillatore.

Attenzione, però, a proiettare le proprie aspettative su un futuro dal sapore romantico o eccessivamente concreto, finalizzato al solo prestigio sociale: «Entrambe le visioni sono fuorvianti perché egocentriche - ha ammonito il neopresidente dell’Ordine, Donato De Giorgi - La professione si fonda, invece, sui valori dell’altruismo, della misericordia e del rispetto del paziente. Il concetto stesso di salute si è modificato nel corso del tempo e noi siamo lieti di poter collaborare al percorso di formazione rivolto ai più giovani».

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