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Statale 275, gli operai
invocano il commissariamento

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Statale 275, gli operai  invocano il commissariamento

di Mauro Ciardo

SCORRANO - Gli operai ex Palumbo tornano a chiedere il commissariamento per la statale 275 e tuonano contro la classe politica.

Si è svolto ieri mattina, come annunciato nei giorni scorsi, l’ennesimo blocco della statale Maglie-Leuca davanti al presidio allestito lo scorso 18 agosto in seguito al licenziamento collettivo dei dipendenti delle ditte Leadri, Cocemer, Palstrade e Società sollevamento pesi.

Manovali, cantonieri, gruisti, camionisti e installatori si sono da tempo riuniti nel comitato autonomo “Lavoratori S.s. 275” e da quattro mesi portano avanti ad oltranza una protesta per chiedere di vedersi assegnati i lavori di raddoppio e ammodernamento della più grande arteria stradale del Sud Salento, che con i suoi 40 chilometri dovrà interessare 15 comuni e liberare dal traffico cinque centri urbani oggi letteralmente soffocati da auto e smog.

Per la statale, inserita come opera prioritaria per il completamento del corridoio plurimodale Adriatico 8, esiste un finanziamento da 288 milioni di euro da parte di Comitato interministeriale e Regione Puglia, ma dopo trent’anni dalla prima idea di adeguamento nemmeno un centimetro di asfalto è stato mai steso. La gara bandita da Anas è stata recentemente revocata dall’Azienda per le strade dopo le osservazioni mosse dall’Autorità nazionale anticorruzione, mentre le imprese sono impegnate in una lotta all’ultimo ricorso nelle sedi dei tribunali amministrativi. La Matarrese, in ati con la Coedisal Palumbo, sostiene di essere la vincitrice del bando in virtù di una sentenza del Consiglio di Stato del 3 luglio 2014, la Ccc, in ati con la Igeco, punta a mantenere l’aggiudicazione primaria revocata da Anas.

Gli operai intanto sono rimasti senza stipendio e 161 persone con famiglia alle spalle (in molti casi nei nuclei familiari sono presenti bambini, anziani e diversamente abili) hanno deciso di non mollare. Ogni domenica danno vita a un sit-in per non far calare l’attenzione sulla loro grave crisi occupazionale e ieri hanno alzato i toni accusando la classe politica salentina di immobilismo.

«Esattamente quattro mesi fa – hanno ricordato ieri mattina gli operai – abbiamo dato vita alla nostra battaglia, all’indomani della sentenza del Tar di Lecce che, come è noto, ha solo allungato la nostra agonia e questa infinita storia. Oggi torniamo a manifestare e a chiedere, come già fatto in precedenza – hanno proseguito – il commissariamento dell’opera come promesso dal Ministro per le Infrastrutture e i trasporti Graziano Delrio, che anche nella sua recente visita a Lecce aveva fatto tante promesse, che puntualmente sono venute a mancare. Noi siamo sempre più convinti che dietro a tutta questa storia – hanno sostenuto – ci sia una regia occulta che mira a far rientrare in gioco quelle imprese che oggi sono indagate e che dichiarano il fallimento, ma che sono pronte a rientrare sotto un nuovo nome. Tutto questo per i soliti interessi privati – hanno tuonano le maestranze – e poco importa se vanno a discapito del nostro territorio che da anni si batte per lo sviluppo. Complici di questo, con il loro silenzio - hanno concluso gli ex dipendenti licenziati - sono i nostri politici».

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