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Il caso

Ladri di «pattumelle»
ne sono sparite 500

Qualche commerciante vuol mettere i carrellati all'interno di gabbie chiuse a chiave

Ladri di «pattumelle» ne sono sparite 500

di Fabio Casilli

LECCE - Tra un po’ sarà necessario un gran bel contenitore per tutte le denunce presentate da chi ha subito il furto di carrellati e mastelli per la raccolta differenziata. Perché negli uffici della «Monteco», società che gestisce il servizio in città, fino a questo momento ne sono state «accatastate», una sull’altra, ben 500.

Tante, troppe se si tiene conto che la «differenziata spinta» è partita da appena due anni e l’intera città è stata «coperta» dalla distribuzione dei contenitori «a domicilio» (col preventivo ritiro di tutti i cassonetti stradali, ad esclusione delle campane del vetro) solo qualche mese fa.

Un dato enorme, quello dei 500 contenitori sottratti: tra carrellati (i contenitori più grandi, consegnati a condomini e attività commerciali) e mastelli (quelli consegnati alle abitazioni con una sola famiglia). Come se, giusto per fare qualche esempio, gli abitanti di un quartiere come San Lazzaro o di una marina come Frigole restassero tutti, da un giorno all’altro, senza gli strumenti per la raccolta differenziata dei rifiuti.

Un dato talmente enorme che qualcuno ipotizza un vero e proprio «mercato illegale» di carrellati e mastelli per organico, residuo secco, carta e plastica. A vantaggio, magari, di quanti - e sono tanti - non sono in regola con i pagamenti della Tari, la tassa comunale sui rifiuti. È bene però precisare che ogni contenitore per la differenziata, nel momento in cui viene consegnato al legittimo assegnatario, è dotato di un codice numerico. E, in quanto tale, non può essere utilizzato da nessun altro. Pare che, nei giorni scorsi siano stati anche individuati dei responsabili denunciati per furto.

Ma si ipotizzano anche manovre da parte di qualcuno per «danneggiare Monteco», considerato che il costo dei nuovi carreggiati e mastelli è a carico della ditta. Senza trascurare che, in molti casi, si potrebbe anche trattare di «furti per gioco».

Qualunque sia la ragione della «scomparsa» dei contenitori per la differenziata, a farne le spese sono famiglie e commercianti. Ne sa qualcosa, solo a titolo di esempio, Sergio Valentini, titolare del ristorante «Vita», situato alle spalle del cinema Massimo. «A me, nei giorni scorsi, hanno portato via un carrellato - spiega Valentini - E ho perso due giorni a fare la denuncia ai vigili urbani e poi per ottenerne uno nuovo. Pur rischiando la multa, però, il mio ristorante l’ho tenuto aperto. Abbiamo trattenuto i rifiuti all’interno e poi, dopo un paio di giorni, li abbiamo consegnati». Lo stesso Valentini ha partecipato ad una riunione tra i commercianti aderenti a Confcommercio, nel corso della quale è stata fatta la proposta di «ingabbiare» i contenitori della differenziata per scoraggiare eventuali ladri o buontemponi. «Io ho chiesto se potevo fare una gabietta, magari in stile liberty, chiusa a chiave - spiega - Una chiave resta a noi e l’altra agli operatori Monteco. Ma, da quanto sappiamo, non è possibile perché ci sarà un faccia a faccia tra Amministrazione comunale e Sovrintendenza per i dettagli sul Piano del colore e dell’arredo urbano in centro».

Da Monteco allargano le braccia e ammettono che il problema esiste, eccome: «Sì, siamo attorno alle 500 denunce finora - spiegano - Perché per ottenere il nuovo contenitore, devono portarci la copia della denuncia sul furto subìto. Noi cerchiamo di consegnare il sostituto, prima possibile, proprio per evitare disagi agli utenti. Ed è utile ricordare che, per i responsabili del furto, scatta la denuncia penale».

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