Martedì 19 Febbraio 2019 | 07:18

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«Intervenga la regione»

Lecce, a rischio 28
lavoratori Alba service

in campo l'ordine nazionale

 Lecce, a rischio 28 lavoratori  Alba service

«La Regione scenda in campo perché non venga disperso il grande patrimonio di esperienze, competenze e professionalità accumulate dai 28 assistenti sociali di Alba service, che rischiano di essere licenziati».

L’appello parte dall’Ordine nazionale e regionale degli assistenti sociali, allarmati dal persistere della gravi incertezze sul futuro dei lavoratori della partecipata della Provincia. Un patrimonio, dicono, che non può sfumare e che in questi anni ha permso di realizzarre interventi fondamentali, come il servizio sociale scolastico, presso la Prefettura di Lecce e il Tribunale dei Minorenni, a supporto dell'attività degli Uffici di Piano, verso gli anziani fragili, nei Centri per l’impiego, nell’area delle tossicodipendenze e della disabilità. «E’ gravissimo aver lasciato che la situazione degenerasse fino a giungere ad un passo dal licenziamento di questi professionisti», sottolineano i presidenti nazionale e regionale dell’Ordine, Giammario Gazzi e Antonio Nappi, secondo cui la Regione Puglia dovrebbe trovare senza ulteriori indugi una soluzione idonea. Ed aggiungono: «La nostra preoccupazione è il rischio di abbandono di ogni intervento verso il sociale e verso le fasce più deboli dei cittadini. Ci chiediamo - continuano - come sarà possibile, ad esempio, gestire la fase di applicazione del Sia - il sostegno per l’inclusione attiva, la misura di contrasto alla povertà varata dal Governo e la cui gestione è demandata agli enti locali. Per realizzare il Sia è previsto che i servizi sociali siano rinforzati proprio attraverso l’utilizzo di figure professionali, fra cui gli assistenti sociali».

A giudizio dell’Ordine degli assistenti sociuali, dunque, «la Regione non può sottrarsi alle sue responsabilità. Ne verrebbe pregiudicata la possibilità di assistere cittadini, famiglie, comunità che una ultradecennale crisi sta sempre più spingendo ai margini del consesso sociale».

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