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Il padre picchia l'arbitro e il figlio calciatore chiede scusa in lacrime Il papà del «fischietto»: Luca vuole tornare in campo

MONTESANO SALENTINO – Un arbitro di calcio di 17 anni è stato aggredito ieri dal papà di un giocatore che ha invaso il campo e lo ha picchiato, mandandolo all’ospedale dove è stato medicato e dimesso con una prognosi di tre giorni. E’ accaduto durante una partita del campionato Giovanissimi tra Tricase e Sogliano Cavour tra ragazzini di 15 e 14 anni. A chiedere scusa a tutti, a cominciare dall’arbitro, per il gesto violento dell’uomo è stato il figlio dell’aggressore, in lacrime
Il padre picchia l'arbitro e il figlio calciatore chiede scusa in lacrime Il papà del «fischietto»: Luca vuole tornare in campo
MONTESANO SALENTINO (LECCE) – Ha visto il padre scavalcare la recinzione, entrare in campo e prendere a ceffoni l’arbitro 17enne. Alla scena, un ragazzino di 14 anni, ha reagito scoppiando in un pianto incontenibile e dicendo a tutti: "Vi chiedo scusa per quello che ha fatto mio padre". Scuse rivolte anche al direttore di gara, che è stato condotto in ospedale e giudicato guaribile in tre giorni. L’aggressore, un 50enne di Corigliano d’Otranto, è stato denunciato per scavalcamento, invasione di campo e turbativa di manifestazione sportiva.

La notizia della seconda aggressione in una settimana ad un arbitro 17enne arriva ancora una volta dal Salento. Teatro del folle gesto il campo di calcio di Montesano Salentino, dove ieri si disputava la partita del campionato Giovanissimi tra Tricase e Sogliano Cavour tra ragazzini di 15 e 14 anni. Dopo aver chiuso il primo tempo in svantaggio di tre gol ed inferiorità numerica, i ragazzi del Sogliano stavano provando la rimonta, visto che si erano portati sul 3-2. A quel punto, pare senza un motivo particolare, il genitore del 14enne del Sogliano ha scavalcato la recinzione, si è avventato sull'arbitro e lo ha preso a ceffoni. Risultato: partita sospesa e arbitro in ospedale.

"Per due anni – spiega Angelo Tundo, presidente di Sportinsieme Sogliano – abbiano vinto la Coppa disciplina per giovanissimi e ora quanto accaduto rischia di danneggiare la nostra immagine, vanificando il lavoro che stiamo facendo col rischio di venire anche sanzionati dal giudice sportivo. Mi dispiace soprattutto per il nostro giocatore: è un ragazzino che sta con noi da tempo, è bravo ed educato e domenica non sapeva darsi pace per chiedere scusa a tutti per il gesto del padre".

L'aggressione di ieri ricorda il pestaggio dell’arbitro 17enne Luigi Rosato, compiuto il 26 ottobre scorso durante dell’incontro tra Atletico Cavallino e Cutrofiano dopo aver fischiato un rigore a favore degli ospiti. Il direttore di gara fu prima colpito con un pugno da un calciatore locale, poi fu inseguito negli spogliatoi da alcuni tifosi e preso a pugni e calci. Per questa vicenda tre persone sono indagate: si tratta del giocatore che lo ha aggredito per primo, di un tifoso cavallinese, e del presidente della società, Rosario Fina, che il giorno dopo disse in un’intervista: "Due schiaffi sono stati pochi. Se avessi avuto l’arbitro tra le mani l’avrei ammazzato”.

L'arbitro Rosato ha scritto una lettera ringraziando pubblicamente i suoi genitori perchè da tempo sopportano le offese a lui rivolte. "A te papà, grazie, perchè domenica – ha scritto – oltre a sopportare freddo, vento e i soliti insulti rivolti a me, ma che offendono anche chi accompagna noi arbitri, hai sopportato tanta rabbia per quello che è successo e, soprattutto perchè, bloccato da una recinzione, non hai potuto fermare la mano di chi mi colpiva. Grazie, perchè solo quando sei entrato tu nello spogliatoio, pochi minuti dopo l'aggressione, con il tuo abbraccio mi sono sentito al sicuro. A te mamma, grazie, perchè nonostante quella sola volta che sei venuta a vedermi arbitrare, dopo solo mezz'ora, ti sei allontanata non potendo sopportare i toni e le contestazioni che mi venivano rivolti e, nonostante ieri lavavi la mia divisa sporca di sangue con gli occhi lucidi di pianto, mi hai sempre incoraggiato e sostenuto con il tuo sorriso".

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