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il processo

Lecce, politica e sanità: rigettati i ricorsi dei tre indagati

sede tribunale di Lecce

La sede del tribunale di Lecce

Il Tribunale del Riesame conferma le misure per Pendinelli, Quarta e Zacheo

30 Luglio 2022

Angelo Centonze

LECCE - Il Riesame rigetta i ricorsi del sindaco di Scorrano ed ex consigliere regionale, Mario Pendinelli e di altri due indagati nell’ambito dell’inchiesta su presunti intrecci tra politica e sanità. Il collegio (presidente-relatore Carlo Cazzella, a latere Annalisa de Benedictis ed Edoardo D’Ambrosio) ha detto no alla revoca dell’obbligo di dimora, avanzata dai difensori del sindaco, gli avvocati Corrado Sammarruco ed Antonio Mariano. Stando alle indagini Pendinelli è accusato, in concorso con l’ex assessore regionale Totò Ruggeri, di aver “comprato” pacchetti di voti in occasione delle elezioni regionali del 20 e 21 settembre 2020 (non alla base del provvedimento cautelare). I due avrebbero promesso denaro ai loro referenti politici, in cambio di voti. Si parla nell’ordinanza di circa 6mila euro per le 120 preferenze ottenute dagli elettori del Comune di Aradeo. E di 10mila euro per assicurarsi circa 75 voti del comune di Gallipoli. Pendinelli è accusato poi di falso ideologico in concorso con Cariddi, Ruggeri ed Emanuele Maggiulli riguardo il ripristino dell’arenile del lido Atlantis.

Il Riesame ha rigettato il ricorso anche per il medico Vito Quarta, responsabile del centro di procreazione assistita “Prodia”, per il quale gli avvocati Luigi Corvaglia e Pier Luigi Portaluri hanno chiesto la revoca della misura dell’obbligo di dimora. È accusato di aver stretto “un patto corruttivo” con Totò Ruggeri, con il contributo del commercialista Giantommaso Zacheo, per l’accreditamento della sede di Muro Leccese, come struttura di primo livello di procreazione medicalmente assistita. Anche per Zacheo, la difesa rappresentata dall’avvocato Dario Congedo, aveva chiesto la revoca della misura dell’obbligo di dimora, ma l’istanza è stata rigettata dai giudici.

Riguardo la posizione dell’ex direttore generale della Asl leccese Rodolfo Rollo, difeso dall’avvocato Massimo Manfreda, si attende la decisione del gip Simona Panzera, sulla richiesta di sospensione avanzata dal pm Alessandro Prontera. L’indagato è accusato di corruzione impropria, con la mediazione di Totò Ruggeri per aver “favorito” l’accordo per l’acquisto delle prestazioni dialitiche del Centro Santa Marcellina del Panico di Tricase, diretto da Suor Margherita Bramato, in cambio dell’assunzione del figlio in ospedale. Intanto, dopo la richiesta di interrogatorio dell’ex assessore regional Totò Ruggeri, agli arresti domiciliari, il pm Prontera ha detto no all’istanza degli avvocati Giuseppe Fornari e Salvatore Corrado che chiedevano l’ascolto.

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