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Lecce, la maggioranza Salvemini resta divisa «ma non c’è rischio di crisi»

Lecce, la maggioranza Salvemini resta divisa «ma non c’è rischio di crisi»

Pd e Progetto Città assicurano: «Da noi nessun voto di sfiducia al sindaco»

05 Maggio 2022

Redazione Lecce

LECCE - La maggioranza di palazzo Carafa resta spaccata, ma guai a parlare di crisi amministrativa.
Il giorno dopo il duro scontro in Consiglio comunale di martedì, ieri le parti in causa si sono «fronteggiate» a distanza. Ad infuocare gli animi dei diversi gruppi a sostegno del sindaco Carlo Salvemini il progetto in deroga, di iniziativa privata per fini turistico-ricettivi su terreno privato nel Parco di Rauccio. Una questione su cui una parte della maggioranza, Pd e gruppo «Progetto città», ha chiesto un’ulteriore riflessione. Davanti al rifiuto, il voto contrario che ha portato alla bocciatura (13 no e 12 sì) del punto all’ordine del giorno con l’abbandono dell’aula da parte del sindaco Salvemini, parecchio contrariato.
«Per correttezza e trasparenza verso I cittadini vogliamo ribadire che l'approccio del Pd all'azione di governo della città è stato e sarà sempre costruttivo e propositivo e finalizzato alla realizzazione del programma presentato agli elettori, al quale non verremo mai meno - precisano i consiglieri Pd, guidati dal capogruppo Antonio Rotundo - Ricordiamo a chi in queste ore da letture distorte dei fatti che in consiglio comunale il gruppo consiliare del Pd ha approvato i principali atti della vita dell'Amministrazione, quali il bilancio di previsione ed il Documento unico di programmazione 2022-2024. Non solo, su nostra iniziativa sono stati approvati importanti ordini del giorno, condivisi con il sindaco, di indirizzo alla giunta: sulla ripartenza dopo il Covid delle attività commerciali, sul monitoraggio del canone unico patrimoniale e sulla rotatoria all'incrocio del bar Rosso e Nero. La questione, sulla quale il gruppo del Pd ha espresso una valutazione "autonoma” è una questione minore e non riguarda un punto del programma amministrativo, ma un intervento di privati, precisamente la riqualificazione della masseria “La loggia” all'interno del Parco di Rauccio. La nostra è stata dunque una valutazione sulla proposta di deroga, su cui avevamo chiesto tra l'altro un rinvio per ulteriori approfondimenti, rinvio che è stato negato dall'aula».
Sulla stessa lunghezza d’onda del Pd è anche il gruppo «Progetto Città», guidato dal capogruppo Pierpaolo Patti e composto anche da Carlo Mignone e Marco Giannotta. «Il nostro gruppo ha convintamente votato - e sostenuto con veemenza nel dibattito dell’aula - il Documento Unico di Programmazione 2022-2024 ed il bilancio di previsione: due provvedimenti fondamentali per l’amministrazione - dicono i tre - Abbiamo, inoltre, esercitato il nostro legittimo diritto di iniziativa, proponendo e condividendo dapprima con la maggioranza e poi con l’intera aula consiliare ordini del giorno sulla proroga dei permessi di occupazione di suolo pubblico per le attività commerciali, sul monitoraggio del gettito derivante dal canone unico, al fine di poter valutare una riduzione della pressione fiscale cittadina, e sulla rotatoria del Bar Rosso e Nero ovvero altra soluzione idonea a regolare finalmente quel tratto di città».
Deciso «no», invece, anche da «Progetto Città» sul progetto nel Parco di Rauccio. «Durante la riunione di preconsiglio, alla presenza di sindaco e ssessori, abbiamo detto chiaramente che, così per come era formulato e per i temi poi esposti in aula, non ci vedeva favorevoli - aggiugono Patti, Mignone e Giannotta - Nonostante ciò, abbiamo aderito alla richiesta di rinvio per approfondimenti avanzata dal Pd, provando fino all’ultimo a sostenere il provvedimento, approfondendolo e fugando ogni ragionevole dubbio. Di fronte al diniego dell’aula di consentire di approfondire la delibera indicata non vi è stata altra via alternativa alla bocciatura. Per quanto ci riguarda, quindi, trattandosi di una delibera che non impatta sugli obiettivi di mandato, non vediamo alcuna ricaduta politica su una maggioranza che proprio nell’occasione dei provvedimenti amministrativi cruciali per la città si è dimostrata compatta».
E se il sindaco Salvemini, che in Aula ha avuto un duro botta e risposta con Rotundo, per ora tace, dai banchi della maggioranza interviene Sergio Della Giorgia, capogruppo di Civica. «Non si può minimizzare quanto accaduto in consiglio comunale ad opera del Pd e di Progetto Città, che hanno votato, insieme alla minoranza, contro una delibera per altro già passata al vaglio della relativa commissione - ricorda Della Giorgia - Occorre, invece, che vengano fugati tutti i dubbi emersi con il voto di martedì, perché ci attendono passaggi amministrativi delicati per la nostra città che necessitano di unità di intenti, pur nel rispetto della pluralità di idee. Ognuno di noi deve rendere conto delle proprie scelte politiche e chiarire in che direzione abbia intenzione di muoversi: è un atto di responsabilità e correttezza nei confronti dei cittadini che ci hanno dato, con ampio consenso, l’onore e l’onere di governare la città».

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