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In Puglia e Basilicata

Il progetto

Lecce, pressing dei sindaci: «La Regione si schieri contro il parco eolico in mare»

Parco eolico in mare off shore

Fersini: «Bene la contrarietà di Emiliano»; Bleve: «Puntiamo a fonti rinnovabili che tutelino il paesaggio»

03 Marzo 2022

Giovanni Nuzzo

CASTRO -  Spiragli per la revisione dell'eolico off shore «Otranto – Santa Maria di Leuca». A seguito del proficuo incontro dei sindaci rivieraschi presso la Prefettura di Lecce e delle dichiarazioni del presidente della giunta regionale Michele Emiliano formulate in Consiglio, gli amministratori dell'area interessata sono fiduciosi nella modifica del progetto del parco eolico galleggiante.


Come è noto il Consiglio regionale nella seduta dell’altro ieri non si è determinato sulla proposta del consigliere Paolo Pagliaro de «La Puglia domani» rinviando ancora una volta la sua mozione contro il «mastodontico parco eolico offshore e la mega piattaforma eolica lungo il Canale d’Otranto». «Questo metodo non può funzionare - ha detto Emiliano - e la Regione rivendica voce in capitolo negli insediamenti di nuovi impianti energetici da fonti rinnovabili. È impensabile che si possa piazzare nel Canale d’Otranto, in un angolo di paradiso, una ciclopica centrale del vento galleggiante dall’impatto visivo e naturalistico devastante, che andrebbe ad occupare un’area complessiva di 162 chilometri quadrati».

Critiche vengono espresse per il rinvio della mozione dal consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Antonio Gabellone. «Ancora una volta - ha argomentato Gabellone - dopo quattro ore di discussione si giunge ad un nulla di fatto, ad un rinvio che testimonia l’incapacità del governo regionale di mettere ordine, di fare in modo che ci siano dei limiti entro i quali potersi muovere e quindi di poter governare il delicato tema invece di doverlo subire. Questo ulteriore, ingiustificabile rinvio – conclude - comporterà che le procedure avviate, in termini di conferenza dei servizi, ed attivate dal governo nazionale, che ha la competenza su questa materia, andranno avanti inesorabilmente, ed i Comuni interessati rimarranno sempre più soli a difendere le giuste prerogative delle nostre comunità, senza avere adeguato e sostanziale sostegno da parte della Regione».


Soddisfatto il sindaco di Castro, Luigi Fersini, dopo le dichiarazioni del presidente della Regione. «Prendo atto con piacere che Emiliano abbia espresso pubblicamente la sua contrarietà al progetto nelle acque di Castro – afferma Fersini – Ora attendiamo fiduciosi che questo suo pensiero venga condiviso unitariamente da tutti i consiglieri regionali nella prossima seduta».
Anche il sindaco di Santa Cesarea Terme, Pasquale Bleve, nutre ottimismo sull’esito del vertice tenuto in Prefettura di Lecce con la prefetta Maria Rosaria Trio, che si farà portavoce dei sindaci verso il Ministero della Transizione ecologica, ai fini del ridimensionamento dell’impianto eolico. «Non siamo contrari a priori alla piattaforma galleggiante delle pale eoliche – dichiara Bleve – ma puntiamo alle fonti rinnovabili che tutelino il nostro paesaggio. Speriamo in un intervento regionale a difesa di tutto il territorio costiero». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco di Diso, Salvatore Coluccia, che ha apprezzato l’intervento di Emiliano. «L’amministrazione comunale di Diso, di cui fa parte la marina di Marittima, – sostiene Coluccia – ha sempre invitato Regione e Provincia ad esprimersi verso il Ministero sulla contrarietà dell’impianto eolico in mare, purtroppo non c’è stato mai alcun riscontro. Siamo favorevoli a condizione che tutto venga realizzato più lontano possibile dalla nostra fascia costiera, ridimensionando l’impatto visivo dalla litoranea, né possiamo giustificare il costo complessivo più elevato del progetto, secondo le società, per realizzare la mega struttura più al largo della costa».


Dello stesso avviso il sindaco di Andrano, Salvatore Musarò, nonché presidente dell’Unione dei Comuni “Andrano, Castro, Diso e Spongano”. «Diciamo no a questo progetto molto imponente e contestiamo il mancato coinvolgimento delle comunità locali per la stesura del piano eolico, pertanto – ribadisce Musarò – chiediamo al Ministero un approccio prima delle conclusioni sull’esecutività dell’opera. Sarebbe uno scempio se la piattaforma venisse collocata in un tratto costiero di notevole interesse ambientale e paesaggistico».

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