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Copertino, cambio al vertice dell'ospedale che per primo ha vissuto il Covid

Dal 1º settembre si insedierà Franco Malerba. Viene dal nosocomio di Scorrano

Copertino, cambio al vertice dell'ospedale che per primo ha vissuto il Covid

COPERTINO - Dal primo settembre prossimo il dottor Franco Malerba, proveniente dall’ospedale di Scorrano, sarà al timone della direzione medica del San Giuseppe da Copertino. Lo ha disposto la Direzione generale dell’Asl Lecce il 5 agosto scorso, ottemperando all’avviso di mobilità volontaria interna del 10 maggio 2019 in base alle istanze pervenute e di cui il sindacato Fials aveva reiteratamente sollecitato la formazione della graduatoria. Si tratterebbe dell’avvicendamento con il dottor Cosimo Longo, a cui va riconosciuto il merito di aver diretto l’ospedale nel momento più buio della sua storia, essendo stato, suo malgrado, il primo focolaio pandemico in provincia di Lecce.

Il 14 marzo scorso, infatti, a causa dell’emergenza Covid-19, la Direzione strategica della Asl dispose il blocco dei ricoveri e di tutte le attività ambulatoriali, lasciando attivo soltanto un punto di primo intervento per l’accoglienza dell’utenza spontanea e l’eventuale trasferimento presso il “Fazzi” di Lecce in caso di necessità di ricovero. Furono giorni oltremodo tristi e confusi, segnati dal decesso di alcuni pazienti ricoverati e dalla carenza di Dpi per il personale. Sicché, la struttura venne gradualmente svuotata dei reparti e trasformata in presidio per pazienti post Covid. Superato il picco del contagio, nel giugno scorso il S. Giuseppe da Copertino ha timidamente ripreso l’attività sanitaria nel pieno rispetto delle misure anti Covid, ma ad oggi non tutte i servizi sono tornati a regime.

Intanto, alla vigilia delle elezioni regionali il nosocomio torna sotto i riflettori della politica. Il commissario regionale di Forza Italia, l’onorevole Mauro D’Attis che sostiene la candidatura del copertinese Vincenzo De Giorgi, prende di mira il presidente uscente, Michele Emiliano, che avrebbe sentenziato la morte del nosocomio, nonostante i numerosi appelli dei cittadini. “Dal 2016 – afferma D’Attis - la Giunta regionale avviò un processo di mortificazione della struttura che, invece, andava preservata se non addirittura potenziata, anche per scongiurare il prevedibile sovraccarico sul “V. Fazzi” di Lecce già gravato da una utenza massiccia. Ma Emiliano, a testa bassa, ha proseguito sulla sua linea ed oggi sembra aver colto l’assist della pandemia per ridimensionale ulteriormente l’ospedale fino allo smantellamento”. Ancora più inquietanti le domande che si pongono la candidata copertinese di Italia Viva, Erika Prenner e il coordinatore cittadino Cosimo Lupo, dinanzi alla decisione di chiudere fino al primo settembre prossimo il reparto di Ortopedia, per mancanza di interventi programmati. “Ma l’ospedale di Copertino si avvia verso la privatizzazione? Funziona più come una clinica privata che come servizio di una struttura pubblica?”. Aspetti già denunciati il 25 maggio scorso dal sindacato Cobas quando gli ortopedici vennero ridotti da 8 a 4. Oggi la rabbia del Cobas riesplode perché, secondo il segretario Giuseppe Mancarella, quella decisione avrebbe generato l’attuale chiusura per 20 giorni del reparto per le ferie del responsabile. “Rabbia per i politici che, soprammobili muti, ora esprimo un pensiero sull’ospedale, ma solo per interesse personale viste le elezioni regionali alle porte”.

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