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Le sono rimasti l’orologio da polso da cui non si separava mai, consegnatole alla camera mortuaria dell’ospedale «Vito Fazzi» di Lecce. E l’atroce dubbio che sia stata uccisa dagli stenti prima che dal virus. Ma anche la speranza che nonna Germana, 81 anni, sia ancora viva. Perché nei giorni del caos vissuti dalla residenza sanitaria per anziani di Soleto è stato impossibile capire perfino se i propri cari erano morti, se erano ancora nella struttura oppure erano stati trasferiti in ospedale o in altri centri. Valentina Treglia, giovane neomamma di Melpignano, confida che l’incredibile e triste vicenda di scambi di persona, di comunicazioni con opposte versioni sulle condizioni della nonna, tumulata il 31 marzo senza che nessun familiare abbia potuto vederla, possa ancora avere un epilogo diverso da quello tragico.

Quello che è accaduto nel «pasticciaccio» di Soleto lo appurerà la magistratura, che ha aperto un’ inchiesta. Di certo qualcosa non ha funzionato, ed è stata una strage.

Il primo decesso, la fuga (tranne un paio di «eroi») degli operatori del centro, costretti alla quarantena. E gli anziani, molti non autosufficienti, rimasti in balia di se stessi, forse senza cibo né medicine. L’intervento e l’allarme lanciato dal sindaco Graziano Vantaggiato e il «blitz» della Asl, con il commissariamento della struttura. Dove, stando alle dichiarazioni a caldo degli operatori Asl, gli anziani erano allo stremo: disidratati, senza terapie. Risultato: nove morti, tra cui la nonna di Valentina, che dal 22 marzo alla notte del 30 ha vissuto un’odissea.

«Prima ci hanno detto che stava bene - racconta - poi che era stata infettata, poi ancora che era negativa. Non potevamo comunicare con lei, l’abbiamo cercata, e abbiamo capito che c’era stato uno scambio di persona. Fino alla telefonata che ci ha avvertito che nonna era stata portata in ospedale, dove era arrivata disidradata, in gravi condizioni. La notte del 30 marzo ci hanno comunicato il decesso: sì, ho il suo orologio, ma non l’abbiamo più vista. Chi ci dice che fosse lei? E se per l’ennesimo errore l’hanno portata altrove?». Una speranza che non muore, e si confonde con la rabbia.

DECIMO MORTO NELLA STRUTTURA - Salgono a 10 gli anziani deceduti della Rsa 'La Fontanellà di Soleto. La scorsa notte è morto un altro ottantenne ricoverato nel reparto infettivo di Galatina. Si tratta di un ex professore di Soleto, molto conosciuto in paese. Era tra gli ospiti della struttura risultato positivo al Covid-19. Le sue condizioni di salute si erano aggravate nei giorni scorsi ed era stato trasferito in ospedale dove é morto.

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