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LECCE - Il caso del comune di Scorrano è ora al vaglio della Prefettura. Ieri mattina si è svolto il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, che però era già stato fissato diverso tempo addietro: è probabile, dunque, che nei prossimi giorni verrà convocato un comitato ad hoc in merito alla vicenda giudiziaria che coinvolge il sindaco Guido Stefanelli.

Il primo cittadino è indagato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa: secondo l’Accusa avrebbe promesso a soggetti legati al clan Amato la gestione del parco comunale «La Favorita» in cambio di appoggio elettorale.
Ora toccherà al Prefetto Maria Teresa Cucinotta valutare se ci siano le condizioni per aprire la procedura che porta al commissariamento del comune e dunque al possibile scioglimento del comune per mafia.

Del resto, non è la prima volta che accade. Sono stati commissariati i comuni di Sogliano Cavour, Parabita e Surbo; a Carmiano, invece, si è compiuto un primo passo in questa direzione con l’arrivo della commissione prefettizia.
L’iter, infatti, prevede che il Prefetto chieda e ottenga dal Viminale l’invio di una commissione d'accesso di nomina prefettizia, che svolge un'attività d'indagine sull'operato dell'amministrazione locale, valutando la consistenza degli elementi sui quali fondare l’eventuale proposta di scioglimento, rappresentati dai vizi e dalle anomalie dell'azione amministrativa dell'ente.

Della commissione d'accesso fanno normalmente parte vice prefetti, funzionari di prefettura e funzionari delle forze dell'ordine.
La commissione, al termine dei lavori, redige una relazione diretta al Prefetto che, a sua volta, invia un rapporto al Ministro dell'Interno, affinché valuti l'opportunità di giungere ad uno scioglimento.
Intanto questa mattina alle 9.30 Guido Stefanelli sarà interrogato dal procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi e dal sostituto Maria Vallefuoco, per fornire la propria versione dei fatti e replicare alle contestazioni che gli sono state mosse nelle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare relativa all’operazione «Tornado».
Alla presenza dell’avvocato Luigi Corvaglia, Stefanelli avrà modo di spiegare le ragioni del suo operato ed i rapporti che lo legavano ai personaggi del clan Amato.

Stando al contenuto dell’ordinanza, il sindaco avrebbe assunto un atteggiamento timoroso e omertoso.
Basti pensare a quando avvenuto il 28 maggio del 2018, dopo che il sindaco aveva fatto sapere ai membri del clan che erano insorti dei problemi per quanto riguardava l’appalto per la gestione del parco.
Quel giorno qualcuno fede esplodere un ordigno proprio nei pressi dell’abitazione di Stefanelli: un episodio, però, che non venne mai denunciato alle forze dell’ordine.

Il gip sottolinea poi l’atteggiamento tenuto dal sindaco nell’ambito dei contrasti con un impiegato comunale, che sulla base delle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia sarebbe stato indicato come appartenente al clan Coluccia.
Pare che quest’ultimo usufruisse da circa cinque mesi di un periodo di ferie non godute, e che provasse del rancore nei confronti di Stefanelli, il quale per supplire alla sua mancanza aveva contattato altri operai.
«Stefanelli - si legge nell’ordinanza - faceva emergere la volontà di risolvere il “problema” attraverso il canale della criminalità organizzata e non, come tra l’altro sarebbe auspicabile da parte di un esponente delle istituzioni pubbliche, attraverso quello della giustizia. Questa mattina, inoltre, saranno sentiti i 17 indagati finiti in carcere, mentre gli altri dieci ai domiciliari saranno interrogati nei prossimi giorni.

SINDACO SCORRANO: NESSUN PATTO ELETTORALE CON CLAN - «Ha respinto ogni addebito Guido Nicola Stefanelli, il sindaco di Scorrano (Lecce) indagato per concorso esterno in associazione mafiosa nell’indagine della Dda di Lecce che il 24 giugno scorso ha smantellato con 30 arresti presunti aderenti ad un clan mafioso. Stefanelli é stato ascoltato questa mattina in Procura dai magistrati inquirenti, il procuratore aggiunto della Dda Guglielmo Cataldi e il sostituto Maria Vallefuoco.
Alla presenza dei suoi legali, Luigi Corvaglia e Alfonso Parente Stefanizzi, il primo cittadino per un’ora e mezza circa ha risposto alle domande dei magistrati negando sia l’esistenza di un «patto elettorale» col clan Amato, sia di aver mai adottato atti pubblici volti a favorire il sodalizio criminale. Nei prossimi giorni i difensori depositeranno in Procura una memoria difensiva. «Ho piena fiducia nella magistratura», ha detto ai giornalisti Stefanelli uscendo dal Tribunale.

VIA LICENZA AD AZIENDA CHE FORNIVA ESPLOSIVO A CLAN - I carabinieri hanno notificato una interdittiva antimafia a Donato Mega, amministratore unico della 'Francesco Mega srl', la ditta di fuochi d’artificio di Scorrano accusata dalla Dda di Lecce di aver fornito materiale esplodente per compiere attentati al clan mafioso smantellato il 24 giugno con 30 arresti. Il titolare della ditta, Francesco Mega, di 37 anni, è stato arrestato nel blitz con l’accusa l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
La misura antimafia è stata disposta dal prefetto di Lecce, Maria Teresa Cucinotta, insieme alla revoca della licenza di deposito e vendita di esplosivi e all’obbligo di cedere tutto il materiale esplodente detenuto a persone munite delle prescritte autorizzazioni

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