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Aperta inchiesta

Ugento, botte al doposcuola: indagata la maestra

I ragazzi hanno registrato quello che accadeva durante le lezioni

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Bacchettate agli alunni nel corso delle lezioni di doposcuola. Con tanto di ferite sul corpo ben visibili anche a distanza di giorni. Due le vittime sinora accertate. Ma gli allievi maltrattati potrebbero essere di più. E per fare luce sulla vicenda la Procura ha aperto un fascicolo d’indagine. Nel registro degli indagati è stato iscritto il nome di una insegnante di scuole medie, di mezza età, residente a Ugento. Non c’è un’ipotesi di reato ben definita. Potrebbe configurarsi l’accusa di maltrattamenti verso fanciulli o di abuso dei mezzi di correzione. Ma saranno gli accertamenti, eventualmente, a concretizzare un preciso reato.

Due le vittime, si diceva. Risiedono entrambe a Ugento. Hanno avuto il coraggio di raccontare ai genitori quanto accadeva nelle ore pomeridiane in casa dell’insegnante. Insulti, spintoni ogni qualvolta si rivelavano imprecisi nelle risposte e nei comportamenti. E soprattutto quelle ripetute bacchettate sulla testa e su altre parti del corpo. Colpi rimasti impressi sulla pelle. I modi ben poco pedagogici si sarebbero consumati quando i ragazzi svolgevano il doposcuola: a volte le lezioni erano singole, a volte in gruppo. Perché stando a quanto denunciato dai genitori dei ragazzi presso la caserma dei carabinieri di Ugento, l’insegnante avrebbe bacchettato i due allievi anche quando facevano doposcuola insieme. Più episodi, quindi.

Inizialmente gli stessi genitori hanno nutrito qualche dubbio sui racconti dei figli. Ma il quadro si è fatto più chiaro e ancora più sconcertante quando gli stessi ragazzi hanno portato con loro non solo libri e zaini ma anche un piccolo registratore. Una volta ascoltato il contenuto, i genitori hanno avuto la conferma che quanto riferito dai figli era vero. O quantomeno da verificare. Si sono così presentati spontaneamente in caserma per denunciare l’insegnate e consentire ai carabinieri di avviare le indagini. Su delega degli inquirenti, i militari dovranno ora acquisire i nominativi di tutti i genitori degli studenti che hanno frequentato casa dell’insegnante per seguire le lezioni di doposcuola. Il sospetto, infatti, è che i casi di maltrattamenti possano essere stati ben più dei due denunciati ora finiti all’attenzione della Magistratura.

Solo pochi mesi fa, una maestra di sostegno di una scuola primaria di Nardò, avrebbe ripetutamente maltrattato i giovanissimi allievi. Sospesa dal servizio per un anno la misura è stata ridotta a 6 mesi dai giudici del Tribunale del Riesame nelle scorse ore.

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