Domenica 20 Gennaio 2019 | 10:14

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Si sono difesi

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sede tribunale di Lecce

Si sono difesi tutti i professionisti finiti ai domiciliari nell‘ambito dell’inchiesta che la scorsa settimana ha portato in carcere il pubblico ministero della Procura di Lecce, Emilio Arnesano. Le accuse, per le sei persone oggetto delle misure, sono (a vario titolo) di corruzione in atti giudiziari, induzione a dare o promettere utilità a pubblico ufficiale e abuso di ufficio.
Il primo ad entrare nella stanza del gip di Potenza è stato il dottor Giorgio Trianni, primario del reparto di Neurologia dell’ospedale Vito Fazzi. Il professionista è accusato di aver organizzato una battuta di caccia, alla quale partecipò Arnesano, per far sì che quest’ultimo provvedesse al dissequestro della sua piscina abusiva realizzata nella villa di Gallipoli.
Una ricostruzione che il primario ha respinto senza indugi. Alla presenza dei suoi avvocati Luigi Suez e Stefano Chiriatti, Trianni ha spiegato di essere legato ad Arnesano da un rapporto di conoscenza, ma di non aver mai assunto comportamenti compromettenti. Del resto era stato lo stesso Arnesano a disporre il sequestro della piscina, per presunte violazioni edilizie. I legali hanno sottolineato che il successivo disequestro era stato sollecitato sulla base del fatto che la realizzazione della piscina fosse conforme al progetto originario ed a quanto stabilito nel nulla osta regionale.


Dopo di lui è entrato dal giudice il dg della Asl di Lecce, Ottavio Narracci, assistito dall’avvocato Ubaldo Macrì: il dirigente è stato accusato di aver beneficiato dell’atteggiamento «indulgente» di Arnesano in un processo a suo carico per peculato e abuso d’ufficio, conclusosi con un’assoluzione. Episodio che gli inquirenti mettono in stretta correlazione con la vendita di un’imbarcazione al pm da parte del dirigente Asl e amico di Narracci, Carlo Siciliano, ora in carcere: il prezzo di 28mila euro sarebbe stato di molto inferiore a quello di mercato. Narracci ha respinto fermamente ogni tipo di coinvolgimento nell’episodio.
Sulla stessa linea anche il contenuto delle dichiarazioni del dottor Giuseppe Rollo, primario di Ortopedia del «Fazzi» accusato di aver chiesto l’intervento di Arnesano in due procedimenti che lo vedevano coinvolto. Si è difeso con fermezza anche Augusto Conte, indagato a piede libero, vice presidente del collegio di disciplina distrettuale degli avvocati al quale Arnesano si sarebbe rivolto per aiutare una sua amica sottoposta a procedimento disciplinare. Davanti al gip ha parlato anche l‘avvocato Bendetta Martina, ai domiciliari con l’accusa di corruzione. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Arnesano avrebbe favorito la posizione di due assistiti della professionista in cambio di prestazioni sessuali. Inoltre il pm avrebbe raccomandato un’amica della Martina che doveva sostenere la prova orale dell’esame per l’abilitazione alla professione forense.


Nel tardo pomeriggio è stato interrogato anche l’avvocato Mario Ciardo, all‘epoca dei fatti membro della commissione esaminatrice per l‘esame di avvocato, colpito da un divieto di dimora nel Comune di Lecce. Il professionista, assistito dagli avvocati Ladislao Massari e Gabriele Valentini, ha sostenuto di non aver concordato le domande da fare alla candidata e di non aver commesso alcun illecito. I legali hanno presentato richiesta di revoca della misura.

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