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Lecce, venticinquemila alberi spazzati via dal tornado

Capo di Leuca in ginocchio. Raso al suolo un camping. La disperazione degli imprenditori

Lecce, venticinquemila alberi spazzati via dal tornado

TRICASE - La devastazione è apparsa in tutta la sua gravità ieri mattina, all’indomani della tromba d’aria che ha seminato distruzione e paura nel Capo di Leuca. La conta dei danni è solo all’inizio ma è evidente che sono enormi: per i cittadini, per le imprese, per l’agricoltura. Secondo una prima stima sono 25mila solo gli alberi d’ulivo spazzati via dalla tempesta. Poi le attività imprenditoriali rase al suolo. Ci vorranno milioni di euro per farle ripartire.
E sulla rotta del tornado che domenica pomeriggio ha attraversato Tricase Porto e Marina Serra ieri mattina monsignor Vito Angiuli, Vescovo di Ugento-S.Maria di Leuca, ha compiuto un vero e proprio pellegrinaggio. «Per fortuna non ci sono state conseguenze per l’incolumità delle persone» ha detto il vescovo, osservando con tristezza il crollo del lato ovest della chiesa parrocchiale di San Nicola a Tricase Porto. «Tutto è accaduto nelle ore precedenti la celebrazione dell’Eucaristia domenicale vespertina: non oso immaginare cosa sarebbe potuto accadere se il tornado fosse passato nell’ora della santa messa; ringraziamo la Provvidenza».
Angiuli ha poi sottolineato come «la successione ravvicinata di due fenomeni simili, nei giorni scorsi sullo Jonio e ora sull’Adriatico deve indurre a riflettere sui cambiamenti climatici. È urgente ritessere l’alleanza tra l’uomo e il creato, affrontare con decisione i problemi. Accanto all’annuncio, è necessaria anche la denuncia di ciò che viola per avidità la sacralità della vita e il dono della terra. Esprimo una volta di più la mia solidarietà partecipe nei confronti delle comunità colpite e di quanti hanno visto distrutto il loro lavoro».

La tromba d’aria ha provocato crolli in abitazioni, chiese e monumenti, ha sradicato alberi secolari, affondato 12 imbarcazioni nel porticciolo di Tricase Porto.
Ieri mattina i tecnici del Comune, insieme al sindaco Carlo Chiuri, hanno effettuato un sopralluogo per rilevare i danni nelle due chiese crollate, di San Nicola a Tricase Porto e Madonna Assunta a Marina Serra.
A Marina Serra devastata la casa dell’ex sindaco Antonio Coppola, che si affaccia sulla costa; lesionata la palazzina dove abita una famiglia di cinque persone, che non potrà rientrare per motivi di sicurezza.
Completamente raso al suolo il Camping «Il ponte» sulla Marina Serra-Tricase Porto: non un solo albero è rimasto in piedi. La collina è stata ricoperta di rami, con spuntoni di tronchi spezzati.
«I miei occhi non fanno in tempo a guardare il deserto di verde che il tornado ha creato sull’intera area del nostro camping - sussurra con gli occhi gonfi di pianto il titolare della struttura ricettiva, Giuseppe Cosi - ha distrutto il lavoro mio e dell’intera mia famiglia dal 1974 ad oggi. Ricominciare? E come? Speriamo che le istituzioni non ci abbandonino».
«Le pietre cadono. Il problema serio non è il santuario crollato in parte, ma le case e le attività produttive della nostra gente che sono andate distrutte - gli fa eco il parroco della Chiesa matrice di Tricase, don Flavio Ferraro, mentre dalle prime luci dell’alba dialoga con i tanti che a Marina Serra hanno visto azzerato il loro futuro. E non possiamo dimenticare che siamo proprio noi, col nostro operato di ogni giorno, a rendere la natura matrigna. Ma c’è tempo per ricominciare e ricostruire. Basta che lo vogliamo veramente».

Gravissimi i problemi e i disagi alla viabilità: numerose strade sono chiuse a causa di alberi, fili dell’alta tensione caduti al suolo e detriti. Per quel che riguarda la circolazione ferroviaria, si registravano ieri disagi sulla linea Lecce-Gagliano del Capo. Le squadre di Fse hanno rimosso alberi e rami sulle tratte Gagliano-Tiggiano, ripristinato anche il regolare funzionamento di due passaggi a livello. Per tutta la giornata i treni Lecce-Gagliano del Capo hanno registrato ritardi considerevoli.
Intanto il consigliere comunale Nunzio Dell’Abate ha chiesto la convocazione urgente di un consiglio comunale monotematico «per evitare affollamento presso gli uffici comunali da parte dei cittadini danneggiati e per tranquillizzarli su tempi e procedure di intervento per il ristoro dei danni».

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