Mercoledì 21 Novembre 2018 | 09:35

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La polemica

Tap, M5S annunciò al sindaco Melendugno incontro con Conte. Emiliano: «Vergognoso»

Antonella Laricchia, portavoce del Movimento 5 Stelle in Consiglio Regionale, anticipò al sindaco di Melendugno, Marco Potì, l'incontro al Governo. Emiliano: «Palazzo Chigi non è loro»

Emiliano: «Dopo Matteo il Pd vuole vivere ora avviamo una discussione con il M5S»

Fu Antonella Laricchia, portavoce del M5S in Consiglio regionale, ad anticipare il giorno prima al sindaco di Melendugno (Lecce), Marco Potì, che sarebbe dovuto andare il 15 ottobre a Palazzo Chigi per incontrare informalmente il premier Giuseppe Conte sul gasdotto Tap. E’ il retroscena rivelato dallo stesso Potì nel corso della prima puntata de 'Il Graffio', la trasmissione condotta dal direttore del TgNorba Enzo Magistà e in onda stasera, alle 23.30, su Telenorba e TgNorba24. L’episodio suscita la reazione del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, presente in studio. «E' una roba vergognosa - attacca Emiliano - la convocazione del sindaco di Melendugno attraverso il capogruppo del M5S alla Regione Puglia. Il sindaco purtroppo è stato costretto ad andarci. Ma come si permette un consigliere regionale di convocare un sindaco a Palazzo Chigi? Ma cosa pensano, di essersi impadroniti di Palazzo Chigi? Qui c'è la Costituzione. Palazzo Chigi non appartiene al M5S, ma al popolo italiano».


«Con Conte - spiega Potì, secondo quanto anticipa una nota di Telenorba - ho avuto due incontri: un faccia a faccia il 2 agosto per capire qual era la nostra posizione e una seconda volta il 15 ottobre, dopo che il giorno prima Antonella Laricchia, portavoce del M5S in Consiglio regionale, mi disse che sarei dovuto andare a Roma per incontrare informalmente Conte. Incontro a cui peraltro Conte è arrivato solo alla fine, insieme ai ministri Costa e Lezzi e dopo che il sottosegretario Cioffi mi aveva mostrato due paginette scritte a macchina da cui si evinceva che i costi di abbandono dell’opera ammontavano a 20 miliardi».

«Io sono stato eletto sindaco di Bari per abbattere Punta Perotti, per bonificare la Fibronit, per bonificare il gasometro, per bonificare la spiaggia di Torre Quetta e c'erano molti problemi per fare queste cose. Ci sono ancora delle cause legate a queste azioni di Governo, ma ho detto una cosa e l’ho fatta, non sono un carico a chiacchiere come questa gente qui. Sono personaggi insopportabili, perché si arrampicano sugli specchi. Ho cercato in tutti i modi di trovare un dialogo con loro su Ilva e Tap, di contro non mi hanno mai portato dal Presidente del Consiglio». E’ quanto dichiarato dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, riferendosi al M5S, nel corso de «Il Graffio», la trasmissione in onda stasera su Telenorba e TgNorba24.

«Rassegnarsi è un verbo che la Regione Puglia non conosce», ha aggiunto Emiliano. «Noi combatteremo fino alla fine per cercare di limitare il danno e il M5S deve darci una mano, non può liquidare tutto perché adesso con le lobby del gas ci parlano loro anziché Renzi e Calenda».
Per il Governatore della Puglia una delle strade da percorrere è quella legata alla Posidonia. Emiliano ha portato durante la trasmissione alcune fotografie scattate dai sub dell’Arpa, «che ha fatto dei rilievi su mia disposizione», ha sottolineato il presidente della Regione. «Fotografie che dimostrano che il buco di Posidonia, a Melendugno, non c'è. Abbiamo fatto un piano di monitoraggio su tutta e lo abbiamo trasmesso al Ministro dell’Ambiente Costa. Ce n'era più che a sufficienza per interrompere l’opera e vederci più chiaro».

DI BATTISTA ESAGERO' DURANTE COMIZIO - «Di Battista, tra i 200 incontri che ha fatto con i cittadini, nella foga di un comizio acceso, in cui ci chiedevano risposte, probabilmente ha detto qualcosa di esagerato, perché nel momento in cui siamo andati al Governo ci siamo resi conto che bloccando quell'opera, per quanto inutile e dannosa, avremmo esposto lo Stato italiano a un contenzioso che avremmo perso». Lo afferma il consigliere regionale della Puglia del M5S Antonio Trevisi nel corso de 'Il Graffiò, la trasmissione condotta dal direttore del TgNorba Enzo Magistà e in onda stasera, alle 23.30, su Telenorba e TgNorba24, riferendosi alla promessa fatta da Di Battista in campagna elettorale secondo cui il M5S avrebbe bloccato l’opera in due settimane.


«C'era da fare una scelta dolorosa, che anche a me ha deluso», ha aggiunto Trevisi. «Ma al Governo bisogna scegliere. E in questo caso bisogna scegliere se sottoporre lo Stato italiano ad un rischio di risarcimento di miliardi di euro, come due manovre, oppure bloccare un’opera inutile. Il Presidente del Consiglio - ha concluso - si è preso la responsabilità di scegliere di far andare avanti l’opera e non sottoporre i cittadini italiani al rischio di risarcimenti miliardari, nonostante tutti i ministri e tutti i parlamentari del M5S abbiano cercato di bloccare quell'opera. Purtroppo non siamo andati da soli al Governo e la Lega, come tutte le forze politiche, vuole la Tap». 

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