Martedì 13 Novembre 2018 | 21:25

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L'intervista

Sgarbi: «Salento affascinante, ma poca offerta culturale»

L'intellettuale emiliano promuove la Puglia, con qualche criticità

Vittorio Sgarbi

«Il Salento è una delle aree del Sud Italia con un turismo più moderno». Parola di Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte emiliano ha partecipato ieri al convegno organizzato dall’Ordine dei commercialisti a Gallipoli. L’occasione per fare il punto sulle potenzialità dell’industria vacanziera e sulle attrattive del Tacco d’Italia.


Sgarbi, Gallipoli si è ritagliata la fama di regina del della movida sfrenata, meta di giovani a caccia di sballo. Pensa che dovrebbe cambiare modalità di offerta e appeal turistico?
«Non conosco bene la realtà di Gallipoli. Sicuramente l’offerta di attrattive per i giovani, tra i cui i luoghi della movida, possono avere un grande ritorno a livello turistico. Se perseverare su questa strada o virare verso altri target è una scelta che deve fare chi governa i processi turistici del luogo, non sono certo io a poter dare queste indicazioni, né ho ricette magiche da proporre. Devo ammettere che conosco meglio Lecce rispetto a Gallipoli».


E cosa pensa del capoluogo?
«È una città che ha sicuramente un suo carisma. Sono venuto spesso in questi anni ed ho avuto modo di apprezzarla».


Prima di elencarne i pregi, può dirci quali sono i difetti a suo avviso?
«La mancanza di offerta culturale. Direi che si fa davvero poco da questo punto di vista. Non si viene di proposito a Lecce per una mostra o un evento d’arte. Eppure nell’ateneo leccese ci sono dei bravi docenti di materie legate all’arte. C’è un bel movimento accademico, ma questo non si traduce in un dinamismo nell’offerta artistica e culturale del territorio, e trovo che questo sia un peccato».


Quindi una città d’arte che non sa promuovere l’arte?
«Ripeto, l’offerta artistica per ciò che riguarda le mostre in particolare è prossima allo zero. C’è un’unica eccezione: Cavallino, comune in cui con l’amministrazione guidata dal sindaco Gorgoni è stato avviato un discreto movimento, sono state realizzate delle buone mostre. Ma non mi viene in mente null’altro».


Lei viene ormai da anni nel «Tacco». Lo trova migliorato? Dal punto di vista dell’accoglienza e delle strutture ricettive ad esempio.
«Noto un proliferare di alberghi, bed & breakfast, ed una gamma di proposte per target differenziati. Credo che da questo punto di vista il Salento e l’intera Puglia stiano facendo molto bene. In pochi anni questa regione è diventata l’unica a poter competere con la Sardegna dal punto di vista turistico».


Tra le attrazioni, oltre al mare e a centri storici, si punte sempre di più all’offerta gastronomica, alla ristorazione tipica.
«Beh, nel Salento si mangia benissimo, su questo nulla da dire».


Se dovesse tirare le orecchie ai salentini allora su quale aspetto lo farebbe?
«Non sono qui per dare ricette né per dare giudizi morali. Dico solo che il Salento ha un grandissimo potenziale dal punto di vista turistico, che in questi anni ha organizzato un’offerta organica e che senza dubbio, però, può fare di meglio come proposte legate al mondo dell’arte».

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