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Originario di Squinzano (Le)

Caso Cucchi, il magistrato della svolta è il salentino Musarò

Il sostituto procuratore ha rivelato giovedì in aula le ammissioni del carabiniere

Caso Cucchi, il magistrato della svolta è il salentino Musarò

È salentino il magistrato della svolta del caso della morte di Stefano Cucchi. Si tratta di Giovanni Musarò, originario di Squinzano e in servizio presso la Procura di Roma. Giovedì, durante l’udienza nel processo-bis davanti alla Corte d’Assise del Tribunale della capitale, il sostituto procuratore ha rivelato che Francesco Tedesco, uno dei cinque carabinieri finiti a processo per la morte del 31enne romano, ha confessato quello che è accaduto durante e dopo l’arresto, chiamando in causa - come autori del pestaggio - i due colleghi Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro.
Dopo il secondo processo d’appello, che si è concluso con l’assoluzione dei cinque medici accusati della morte di Cucchi, nel settembre del 2015 la Procura di Roma, su richiesta dei familiari del 31enne, ha riaperto il caso, affidandolo proprio al sostituto procuratore salentino. È toccato a Musarò, dunque, il delicato compito di riprendere in mano le indagini, che si sono concentrate in particolar modo sui carabinieri presenti nelle due caserme romane - l’Appia e quella di Tor Sapienza - in cui è avvenuta l’identificazione e la custodia in camera di sicurezza del giovane, tra il 15 e il 16 ottobre del 2009.
Il 17 gennaio dello scorso anno, concluse le indagini preliminari, è stato chiesto il rinvio a giudizio, con le accuse di omicidio preterintenzionale e abuso di autorità, per i carabinieri Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco. Inoltre, Tedesco e i colleghi Vincenzo Nicolardi e Roberto Mandolini sono stati accusati di falso e calunnia. Il 10 luglio 2017 i cinque militari sono stati rinviati a giudizio. E l’11 ottobre, dopo oltre un anno dal rinvio a giudizio, il pm Musarò ha riportato in aula la rivelazione che, a distanza di nove anni esatti dalla morte del giovane, ha consentito di dare una svolta al caso. Francesco Tedesco, originario di Brindisi, il 9 luglio ha dichiarato di aver assistito al pestaggio di Stefano Cucchi, ma di non avervi partecipato. Il sostituto procuratore salentino, nella sua ricostruzione, ha anche parlato di una segnalazione che lo stesso Tedesco avrebbe inviato alla stazione dei carabinieri Appia il giorno della morte di Cucchi. Segnalazione misteriosamente scomparsa. È proprio questa la ragione per cui, il 20 giugno scorso, il carabiniere ha presentato una denuncia, che ha fatto aprire il procedimento contro ignoti nel corso del quale ha reso le dichiarazioni poi riportate in aula dal sostituto procuratore Giovanni Musarò. Dopo la denuncia, il carabiniere è stato ascoltato tre volte dai magistrati.

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