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Sciolta la riserva

Tap, il gip: avanti con incidente probatorio sul gas

È da stabilire la quantità di gas presente nel terminale di ricezione in fase di costruzione: secondo la multinazionale è al di sotto dei limiti di legge

Tap, il gip: avanti con incidente probatorio

Il tribunale di Lecce

LECCE - Potrà proseguire l’incidente probatorio volto a stabilire la reale quantità di gas presente nel terminale di ricezione in fase di costruzione del gasdotto Tap che, secondo la multinazionale, non supera le 48,6 tonnellate restando al di sotto dei limiti della normativa Seveso (50 t.). Lo ha stabilito il gip di Lecce Cinzia Vergine che ha sciolto oggi la riserva dopo avere valutato le questioni preliminari poste l’11 aprile scorso dai legali della multinazionale durante la prima udienza del procedimento.

La difesa Tap aveva chiesto l’annullamento dell’ordinanza con cui era stato ammesso l’incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta avviata in base all’esposto presentato da otto sindaci salentini (Melendugno, Calimera, Castri, Corigliano d’Otranto, Lizzanello, Martano, Vernole e Zollino) e Alfredo Fasiello, presidente del «Comitato No Tap Salento» secondo cui il gasdotto va considerato come un unico impianto che parte da San Foca e arriva a Mesagne, con uno sforamento dei quei limiti. Il gip ha fissato per il prossimo 24 aprile il conferimento dell’incarico ai periti individuati.

Nella nuova inchiesta aperta dalla Procura, dopo l'archiviazione di un primo fascicolo disposto dallo stesso gip nel febbraio dello scorso anno, sono quattro gli avvisi di garanzia notificati a Michele Mario Elia, country manager di Tap per l’Italia; Claudia Risso, legale rappresentante della società; Gilberto Dialuce, direttore generale delle Infrastrutture energetiche presso il ministero dello Sviluppo economico; e alla società Tap. Per i primi tre sono ipotizzati i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di violazione della «Legge Seveso», mentre a Tap è contestata la indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche come responsabilità amministrativa da reato.

La società Tap ha affidato la difesa della sua posizione all’ex ministro Paola Severino.

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